Ecco il 'Macro Asilo' di De Finis: "Museo davvero pubblico, casa di tutti"

Da lunedì 1° ottobre e per 15 mesi spazio al progetto dell'antropologo già ideatore del Maam. Domani la festa di apertura

"Questo museo tornerà ad essere uno spazio pubblico, senza nessun controllo dall'alto. La cultura in Italia è morta. Proviamo disperatamente a remare controcorrente e questa è un'isoletta in cui si respira un attimo". Parole di Giorgio De Finis, antropologo ed ideatore del Maam - Museo dell'altro e dell'altrove. Da lunedì 1° ottobre e per i prossimi 15 mesi trasformrà il Macro di via Nizza in "Macro Asilo", una nuova visione dello stesso concetto di museo. Per farlo ha a disposizione un budget di 800mila euro, tanta arte e le sue idee. L'obiettivo? "Ripensare le regole del gioco. Roma è una città molto sofferente, ma fertile. Non è più una città ospitale come lo era 20 anni fa, cerchiamo di fare di questo luogo la casa di tutti".

Allora prima di tutto via le casse della biglietteria all'ingresso perché "il museo adesso sarà gratuito e quindi le casse non servono più". Largo alla stanza delle parole, ad un'area media, a spazi che diventano project room e atelier per ospitare a rotazione opere e artisti. Se ne alterneranno circa 250 ma "non sono previste mostre - ha chiarito De Finis - Quello che faremo sarà avere un palinsesto giornaliero ricco di incontri, di persone che lavorano e che si raccontano, intellettuali che discutono. L'ho immaginato come un posto maieutico. Se funziona si esce con dei dubbi in più. Si può anche fallire, ma spero che Roma ne faccia buon uso". Domani il Macro Asilo terrà una festa di apertura che alle 17 vedrà la presentazione del grande artista Michelangelo Pistoletto.

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La struttura del Macro Asilo

Il segno del cambiamento al Macro di via Nizza parte dal Foyer, dove le casse e le biglietterie hanno lasciato spazio ad un palco che verrà usato già da domenica e poi per i momenti musicali del museo, che il sabato sera prolungherà il suo orario fino alle 22:00. Il nuovo volto del museo è stato realizzato dall'architetto Carmelo Baglivo, che ha disegnato anche gli arredamenti. Alle spalle del palco, la grande sala ospita una quadreria di circa 100 opere provenienti dalla collezione del Macro, mentre più in là, nello spazio "Rome" (al plurale), campeggiano diverse mappe della città realizzate con stili diversi. Di fronte, la lunghissima cassetteria che attende di essere "adottata" dalle diverse realtà romane. Al piano rialzato spazio allo yoga, ma non solo, mentre la terrazza del museo "diventerà finalmente una piazza", con ristorante e bar. La nuova libreria sarà gestita da Palaexpo, la struttura che gestisce il Macro: "Faremo anche una linea editoriale - ha anticipato De Finis - con una sorta di diario di bordo, un grosso Zibaldone che documenterà quello che faremo in questi 15 mesi". Ci saranno 4 atelier a settimana con 16 artisti, "ma non saranno residenze, perché qui vedremo gli autori al lavoro, ci interessa il momento vivo, far incontrare gli artisti con la città". Poi delle project room con artisti a rotazione ogni 15 giorni e delle stanze che ospiteranno ogni artista per un mese.

Per selezionarli, il Macro Asilo lancerà un appello all'arte. Tutti coloro che risponderanno potranno raccontarsi, come il presidente di Palaexpo, l'artista Cesare Pietroiusti, che lo farà il prossimo 5 ottobre per 11 ore, ma a scegliere i 250 che realizzeranno le loro opere al museo sarà De Finis. L'idea è di avere alla fine un quadro complessivo dell'esistente romano. "Un censimento? No, semmai un autocensimento, io non sono Salvini e non censisco nessuno", ha risposto De Finis. E a proposito del clima che si respira nella Capitale in fatto di sgomberi, l'antropologo in t-shirt con la scritta "arte abusiva" ha tenuto a dire che, nonostante il ruolo al Macro decisamente più istituzionale, "sono sempre io, continuo a essere la stesso del Maam. Ho portato il vicensindaco Bergamo e l'assessore Montuori a fare un tour in mezzo ad alcune realtà romane. Mi interessa ragionare su questi temi in modo complesso". Tant'è, in programma il 17 ottobre c'e' un forum sul Diritto alla città con 10 temi, 10 tavoli (firmati Pistoletto) e 100 invitati. "Ci sarà mezzo mondo", ha assicurato De Finis. A ottobre tra gli artisti in atelier ci sarà anche Lucamaleonte (dal 23 al 28 ottobre), mentre a gennaio Pistoletto tornerà al Macro Asilo per una tre giorni dedicata alla rinascita.

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