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Coronavirus, la nostalgia di un bimbo in quarantena: “Arrivavo a scola che ero già stanco, ora me sogno de sta su quer banco”

 

Ha scritto una nuova poesia in romanesco Gianluca Berini, già autore di “Lettera al Sor Corona” scritta per diletto in questi giorni in cui il decreto governativo ci impone di restare a casa per limitare la diffusione del contagio da Covid 19. L’audio della sua poesia è diventato virale in poco tempo, passando da un whatsapp all’altro, ha raggiunto i confini di Roma e li ha superati fino ad arrivare in Toscana.

Il nuovo lavoro, scritto anch’esso per diletto perché Berini nella vita non è un poeta ma un fisioterapista, si intitola “La nostalgia di un bambino in quarantena” e racconta le emozioni e gli stati d’animo di un bambino che da settimane non frequenta le scuole perché chiuse e vive in casa, ricordando gli allenamenti del pomeriggio, la campanella che scandisce la fine delle lezioni e i giochi con gli amici. 

Ecco alcune delle parole contenute nel testo: “Quanto me manca quer vocione che ogni mattina me gridava “forza è tardi, va a fa colazione”. Arrivavo a scola che ero già stanco, ora me sogno de sta su quel banco. Tutti in fila ci gridava la maestra e a ripensarci ora me sembravano le note de n’orchestra. Na liberazione quando che sentivamo sonà la campanella, facevamo a gara a chi arrivava per primo alla fontanella. Me prendevo sulle spalle quer borzone, monta in macchina me gridava mi madre cor fiatone”. 

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