Clelia Patella, i selfie diventano un’opera d’arte

La conduttrice televisiva e radiofonica ha presentato, alla Red Feltrinelli, il suo ultimo libro "L’arte al tempo dei social"

Si apre con la prefazione di Vittorio Sgarbi il libro di Clelia Patella. L’artista dopo aver visitato musei, mostre, location adibite ad installazioni artistiche, è riuscita a far diventare il selfie una forma d’arte, conferendogli una precisa espressione di linguaggio. Nel suo ultimo libro "L’arte al tempo dei social" si colgono quali sono i processi che rendono Clelia un’artista contemporanea.

L’incontro con Sgarbi

L’importanza di un incontro come quello avvenuto qualche anno fa a Milano con Vittorio Sgarbi emerge subito nell’associazione che c’è tra l’arte e il noto personaggio pubblico. Per Clelia l’incontro con Sgarbi ha un po’ rappresentato un modello da poter seguire, modello che in seguito la conduttrice ha riadattato attraverso un proprio linguaggio.  Infatti, nella prefazione del libro, scrive Sgarbi: "Eravamo a Milano, io ero assessore alla cultura, Clelia era un’amica intraprendente, così le chiesi di partire per l’Afghanistan, uno spedizione che avevo in programma di fare dopo qualche giorno per scrivere un libro che parlasse di questa avventura dal titolo Sgarbistan. Poi non partimmo, Clelia si era tenuta in disparte, al massimo appariva a differenza di altri colleghi in modo discontinuo. Mi sono reso conto ora che il suo era un progetto ambizioso, diventare come me. Clelia non voleva accompagnarmi ma sostituirmi".

Il ruolo dell’influencer

In questo libro Patella racconta in prima persona un nuovo modo di poter raccontare l’arte tramite la figura dell’influencer. La capacità e l’estensione comunicativa che gli smartphone creano è da tutti conosciuta e vissuta. Il selfie è una vera e propria forma di espressione individuale che diviene narrazione. Sotto questo aspetto la figura dell’influencer rapportata al contesto in cui agisce, in questo caso quello artistico, propone una valida riflessione, in quanto interagisce con chi fruisce con il mezzo e per questo si propone come forma linguaggio artistico. Ed è proprio in questo senso che  l’artista si mette in dialogo con il pubblico.

Il messaggio del libro

Il valore biografico del libro va oltre le varie tappe che fisicamente compie Clelia; infatti ad attribuirgli ancora di più il significato biografico è proprio l’uso del selfie. L’immagine di se stessa all’interno del fotogramma diviene rappresentazione della propria idea artistica. A tale proposito è la stessa autrice  che spiega, “vorrei che le persone che mi guardano dialogare con le opere decidessero di andare a vederle dal vivo – aggiunge l’autrice -  perché quello che ho fatto li ha divertiti, o li ha irritati, o affascinati: non ha importanza. Mi piacerebbe far venire voglia anche agli scettici di andare nei musei. Ritornando poi a casa magari credenti, come me dopo la visita alla Gioconda”.

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