Rinasce il Quattro Fontane, il Cinema nel cuore di Roma tra tecnologia ed eleganza

Dopo quattro mesi il pubblico ritroverà un ambiente con nuovi arredi, comodissime poltrone, comparto audio-video all'avanguardia, film disponibili anche in versione originale

Il nuovo Cinema Quattro Fontane, dopo 4 intensi mesi di restyling, aprirà di nuovo al pubblico mercoledì 30 ottobre; lo abbiamo visto in anteprima e di seguito spiegheremo perché si candida ad essere il miglior cinema di Roma.

Potremmo partire dalla collocazione, centralissima, vicina alle due linee principali della Metropolitana, ma quella non sarebbe una novità: via delle Quattro Fontane è rimasta lì, così come il cinquecentesco palazzo Albani del Drago, al numero 23. Le notevoli migliorie apportate, invece, si respirano già dopo il primo passo: ampiezza, eleganza, armonia e funzionalità si percepiscono fin da subito, prima che la porta d'ingresso abbia il tempo di richiudersi.

Il Quattro Fontane restaurato è un gioiello di professionalità e qualità, firmata Circuito Cinema. L'amministratore delegato Andrea Occhipinti ed il direttore della programmazione Fabio Fefè ci hanno guidato alla scoperta della rinnovata architettura, delle più recenti tecnologie audio-video, delle attenzioni riservate al comfort dello spettatore (distanze delle comodissime poltrone aumentate e prime file con poggiapiedi!) che è invogliato a vivere il cinema come esperienza e non come semplice visione. I posti totali (513) sono diminuiti, mentre è aumentato da 4 a 5 il numero delle sale. L'ultima, al piano superiore, è rimasta fedele alla tradizione, pur essendo stata totalmente rigenerata.

Non si devia dalla linea guida di una selezione accurata delle opere da offrire agli spettatori, disponibili anche nella versione originale sottotitolata. Le prime locandine già campeggiano sui nuovissimi monitor: si comincerà dal 30 ottobre con "L'età giovane" (miglior regia al Festival di Cannes 2019), "La Belle Époque", e "Parasite". Queste ultime due saranno proiezioni esclusive per una settimana, così come da lunedì 4 novembre verrà proiettato (solo al Quattro Fontane e al Nuovo Sacher) "The Irishman", l'ultimo film di Martin Scorsese.

Il nuovo Quattro Fontane si inserisce nel processo di rinnovamento delle sale di Circuito Cinema iniziato con il Giulio Cesare e proseguito con Eurcine e King, che già hanno dato grandi soddisfazioni in termini di affluenza. Quest'ultimo investimento si aggira intorno ai due milioni di euro.

Occhipinti: "Tecnologia ineccepibile ed estetica appagante per il nostro grande cinema"

 Così Andrea Occhipinti, amministratore delegato di Circuito Cinema: “Roma è una città con molti problemi ma ricca di eccellenze culturali. È la capitale del cinema anche in termini di biglietti venduti, con quasi 8 milioni di spettatori nel 2018. Merita delle sale all’altezza della sua storia e della domanda di cinema che viene dal pubblico. L’offerta di intrattenimento che oggi si può avere a casa è enorme, ma c’è ancora voglia della sala. Oltre a proporre grandi film, cosa che Circuito Cinema fa da sempre, è importante offrire un luogo confortevole, tecnologicamente ineccepibile ed esteticamente appagante. È ciò che abbiamo voluto fare con il Quattro Fontane. Abbiamo voluto creare un salotto dove poter vedere il meglio del cinema nazionale e internazionale, sia in versione originale che in versione doppiata. Un luogo dove ritrovarsi e condividere il gusto per la visione del grande cinema, nelle migliori condizioni possibili. Buio in sala e buona visione!

Dai divanetti ai poggiapiedi, dagli schermi Harkness al Dolby 7.1

Per la ricostruzione del Cinema Quattro Fontane si è tenuto conto del funzionalismo architettonico della metà del Novecento, con lucernari, vetrate e ferro, colonne, travi in calcestruzzo ed elementi di charme decorativo. Una calibrata ibridazione di stili accoglie lo spettatore fin dal primo atrio, dove è stata recuperata una nicchia che da oggi ospita, proveniente dalla Thailandia, un’antica maschera di Ganesha, divinità induista protettrice delle arti, delle lettere e delle imprese, grazie al potere del Dio Elefante di rimuovere tutti gli ostacoli.

Sul pavimento di peperino di entrambi gli atrii sono stati collocati come sedute ciottoli giganti, su cui sedersi e gustare il vino della tenuta della famiglia del Drago, appoggiando il bicchiere su tavolini di ferro ironicamente brutalisti.

Le sale per le proiezioni sono state trasformate per rendere l’esperienza delle visione ancora più immersiva, grazie ai nuovi schermi Harkness, ai proiettori digitali Sony 4K, all’impianto audio Dolby 7.1 in triamplificazione e alle comodissime poltrone, disegnate ad hoc, che citano la mitica lounge chair di Charles e Ray Eames: uno dei capolavori del design del ‘900, legato a filo doppio alla storia del cinema, dal momento che il primo esemplare fu regalato dagli stessi Eames nel 1956 all‘amico regista Billy Wilder. Nella sala numero 4, la più piccola (40 posti), le sedute sono composte tutte da "divanetti" ideali per le coppie. Ancora in fase di allestimento il bancone del bar interno.

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