La Roma di Andrea Camilleri: in Prati il ricordo del Maestro tra le strade del suo vissuto quotidiano

Lo scrittore Andrea Camilleri è ancora presente in via Asiago, strada dove risiedeva il maestro siciliano. I commercianti della zona parlano ancora di lui

A pochi giorni dalla scomparsa di uno degli scrittori più rilevanti degli ultimi trent’anni. Siamo stati tra le strade della sua abitazione in via Asiago, nel quartiere Prati dove in Via Asiago si trova l'abitazione di Andrea Camilleri.  Scopriamo com' era quando non stava alle prese con la sua amata compagna di viaggio, la scrittura. Gli esercenti del luogo a causa dei problemi di salute dello scrittore erano quasi tre anni che non lo vedevano. Eppure sembra che manchi da solo 5 minuti tra le strade del quartie. Il tempo di una sigaretta. La sua ennesima. I commercianti della zona, che hanno un bel rapporto anche con la moglie dello scrittore, Rosetta Del Siesta, dipingono un'immagine di Camilleri viva e colorata, Ciò non lascia dubbi che il ricordo del maestro sarà sempre parte del presente della città.

I posti frequentati dal Maestro

Via Asiago è stata molto trafficata negli ultimi giorni, in quella traversa che sembra faccia quasi da perno alla perpendicolare via Montello, adiacente a piazza Mazzini, si trova l’abitazione dello scrittore Andrea Camilleri. Proprio in via Montello ci sono i negozi dove la signora Rosetta, moglie dello scrittore siciliano si reca per fare la spesa. La gastronomia Ercoli-1928, la frutteria Verdemela e la tabaccheria alle spalle di via Montello, dove gli esercenti sono amici della famiglia Camilleri da più di vent’anni. Un altro posto in cui il maestro era molto noto e ben visto, soprattutto per le sue qualità umane è l’edicola in via Oslavia, poco distante da via Asiago, lì è nata un’altra bella amicizia con Gioachino Howrand e Annamaria Ghingo, titolari dell’edicola.

“Un uomo sempre disponibile”

E’ l’affermazione su Andrea Camilleri di Giancarlo Pontisso, titolare della tabaccheria in via Cantore, che diviene quasi un intercalare quando ci parla del maestro siciliano. “Un uomo aperto, molto aperto e cordiale, soprattutto con i giovani con i quali si trovava a chiacchierare e dispensare consigli senza essere saccente. Anche io, in prima persona, ho avuto modo di riscontrare la sua cordialità. Ricordo che più di vent’anni fa ebbi un piccolo quid pro quo con la regione Sicilia, alla quale pago l’affitto dei locali dove esercito la professione; lui mi diede un valido aiuto a risolvere il tutto”. Il signor Giancarlo parla di Camilleri in modo molto spontaneo mentre è in attesa alla cornetta di una telefonata di lavoro, quasi a sottolineare che nel rapporto che aveva con il maestro non c’è stato ancora distacco. Nella semplicità di quello che racconta comunica la stessa semplicità che apparteneva ad Andrea Camilleri. Giancarlo Pontisso ci racconta anche del rapporto molto unito tra sua madre, Antonietta Pontisso tutt’ora presente all’interno dell’attività del tabacchi, e la madre di Camilleri. “Insieme mentre chiacchieravano andavano al bar per la colazione o a prendere i pasticcini”.

All’edicola di Barbara, il commissario Montalbano e l’agente Catarella parlavano russo

In via Oslavia, si trova l’edicola della famiglia Howrand, aperta fino dagli anni’70 e gestita per la maggior parte del tempo da Barbara, figlia di Gioachino e Annamaria Ghingo. Anche i genitori di Barbara dicono che non vedono il maestro da quando la cecità ha costretto lo scrittore ad uscire da casa in maniera sempre più eccezionale. Tra tanti ricordi uno ne emerge in particolare. Riguarda la traduzione in russo del commissario Montalbano. Il signor Gioachino spiega come Camilleri fosse preoccupato su come apparisse la figura dell’agente Catarella, accompagnatore delle avventure di Montalbano. “Temeva che perdesse di ironia, per accettarsi che così non fosse, chiese consigli a mia moglie Annamaria, che è laureata in lingue e conoscendo bene il russo gli diede un supporto. Nel confrontarsi con mia moglie nascevano conversazioni di grande ironia e si avvertiva la spontaneità di un uomo che portava tanto di questa sua qualità anche nel suo lavoro in modo da farci capire che fosse una persona autentica”.

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Amante della pasta alla norma e di asparagi

“Da buon siciliano era amante della pasta alla norma, ma anche gli asparagi gli piacevano molto e la moglie teneva a comprarglieli per che gli facevano bene”. Con queste parole cordiali, Luciana Venditti, titolare della frutteria di fiducia della famiglia Camilleri, parla dei gusti culinari dell’autore di Porto Empedocle. Anche Luciana ci conferma che sono quasi tre anni che Camilleri non è più noto tra le strade del quartiere, “ma rimane indelebile l’immagine lenta e rasserenante di un uomo che da lontano s’intravedeva uscire da casa e a passo lento si avvicinava verso il bar Ercoli per prendere il caffè. L’immagine di un uomo sempre con la stecca di sigarette che teneva sotto il braccio e che nel settembre di tre anni, ha regalato una grande emozione. “In occasione del suo novantesimo compleanno fu chiusa la strada in via Asiago e fu allestito un palco appositamente per Camilleri, per fare in modo che si potesse festeggiare non solo l’indiscutibile scrittore ma anche la persona, la gran bella persona che è stata”.

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