Alessandro Corvisieri dona alla Biblioteca Nazionale Il Mondo e oltre 500 opere di Gesuitica

Si tratta dell’intera collezione dei numeri originali del settimanale politico, culturale ed economico Il Mondo e di oltre 500 opere antiche di Gesuitica

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Durante la presentazione del libro Ludwig von Pastor, tutt’altro che uno storico di Alessandro Corvisieri, è stata annunciata una ingente donazione che l’autore ha fatto alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, che ospitava l’evento.

Si tratta dell’intera collezione dei numeri originali del settimanale politico, culturale ed economico Il Mondo e di oltre 500 opere antiche di Gesuitica. Libero pensatore, antifascista liberale, Corvisieri ha preso parte, da giovane, alla fondazione della famosa rivista Il Mondo, diretta dal 1949 al 1967 da Mario Pannunzio, baluardo intellettuale della cosiddetta “terza forza”, liberale, democratica e laica, posta tra i due grandi blocchi marxista e democristiano.

Definiti da Pannunzio “progressisti in politica, conservatori in economia, reazionari nel costume”, gli “Amici del Mondo” sono stati protagonisti di un brillante laboratorio socio-politico, che ha visto coinvolti anche intellettuali del calibro di Ennio Flaiano, caporedattore della rivista, Thomas Mann, George Orwell, Ernesto Rossi, Antonio Cederna, Alberto Moravia, Leonardo Sciascia, Mario Ferrara e ha visto tra i collaboratori Altiero Spinelli, Piero Calamandrei, Guido Calogero, Franco Venturi, Tommaso Landolfi, Indro Montanelli e Luigi Einaudi, con lo pseudonimo di Manlio Magini. Il patrimonio de Il Mondo, composto da 18 volumi corrispondenti a 19 annate, grazie alla donazione di Corvisieri, sarà a disposizione di tutti, negli archivi della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, insieme ai bollettini interni del Movimento Liberale Indipendente, di cui Corvisieri e alcuni fondatori de Il Mondo facevano parte, prima di convogliare al giornale. Insieme ai numeri originali del periodico di Pannunzio, Corvisieri ha donato alla Biblioteca Nazionale anche 519 opere di Gesuitica, tra opuscoli, manoscritti e volumi, facenti parte della sua immensa collezione personale di libri antichi sulla Chiesa.

Tra di essi, spiccano alcuni titoli, come l’opera collettiva Avisi dalle Indie di Portogallo, redatta nel 1562, appena vent’anni dopo la fondazione della Compagnia di Gesù, dai comandanti gesuiti missionari in Brasile, al fine di rendere conto a Roma delle pratiche, non sempre pacifiche, di evangelizzazione delle Americhe. Una testimonianza rara, come quella del gesuita svizzero Melchior Inchofer, autore, con lo pseudonimo di Lucii Cornelii Europaei, di un poemetto in chiave, critico nei confronti della Compagnia di Gesù, pubblicato a Venezia 1645.

E raro, infine, come l’opera in sei volumi dello storico gesuita Scharleroix, che raccontò la missione della Compagnia di Gesù in Paraguay dal 1620 fino alla fine del 1700 in un libro introvabile nelle biblioteche europee, che Corvisieri ha scovato negli archivi dell’Università americana del Wisconsin. “Grazie al catalogo fotografico - ha affermato Corvisieri - le opere di Gesuitica e i numeri de Il Mondo che dono alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma saranno al sicuro e a disposizione di tutti, senza rischiare che vadano persi”. Fervente illuminista e studioso, come i suoi avi, Alessandro Corvisieri, nonostante la tarda età, da vent’anni si dedica alla scrittura di libri sulla Chiesa, consultando i testi antichi di cui dispone, che, grazie ai proventi del suo lavoro di architetto per le grandi casate romane, ha messo insieme in una vita di lavoro e passione. Di lui il pedagogista Mario Alighiero Manacorda, che presentò al pubblico i primi libri di Corvisieri, disse “I libri di Alessandro Corvisieri spaziano incredibilmente dal filone ebreo fino ai tempi nostri con un puntiglio e una perspicacia di lettura incredibile”.

E Rodolfo Calpini, docente di Filosofia Teoretica de “La Sapienza”, che ha affiancato Corvisieri nella presentazione dei suoi ultimi volumi, ha affermato “L’opera di Alessandro Corvisieri solleva millenari veli di silenzio sui crimini della Chiesa di Roma con precise e inoppugnabili documentazioni storiche”.

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