I Say e Mirabile Tibet verso la vetta più alta del mondo: il racconto delle quattro tappe

Mirabile Tibet, associazione costituitasi ufficialmente dal 10 maggio 2019, lo scopo è quello di far conoscere la cultura tibetana, Marco Scarinici, presidente dell’associazione che ha sede presso il comune di Aci Castello (CT), ci racconta in cosa consiste questo viaggio e quali sono i valori di questa associazione

L'associazione siciliana “Mirabile Tibet"  per festeggiare il suo terzo anno di vita, insieme all'agenzia romana "I Say" ha organizzato un viaggio verso il Tibet. La partenza è prevista per il 18 luglio e quattro saranno le tappe che porteranno alla "Vetta del mondo". Tutte e quattro le tappe potranno essere viste grazie ad influencer scelti da I Say, che con fotocamere e videocamere trametteranno il viaggio sui social  Il presidente dell'associazione Mirabile Tibet, Marco Scarinici, si è affidato ad Alex Zarfati, responsabile dell'organizzazione di I Say ma anche  grande amico di Marco. Insieme hanno partorito questa idea. Marco Scarinici ci racconta come tutto è nato e quali sono i valori di questa spedizione e della sua associazione.

In occasione della vostra ufficializzazione in associazione, avete deciso per festeggiare, di organizzare un viaggio verso il Tibet, suddiviso in quattro tappe. Come nasce quest’ idea?

“Sicuramente fondamentale è stata l’amicizia con Alex Zarfati, che è anche il responsabile del progetto chiamato “I SAY” con sede Roma. Come detto quello con Alex è innanzitutto un rapporto di amicizia, partendo da questa intesa Alex è riuscito a concretizzare questo progetto nato dallo scambio di idee tra gli appassionati del nostro gruppo”.

Cosa intende per concretizzare?

"Alex Zarfati, viaggiatore e divulgatore della cultura orientale prima che socio responsabile per l'agenzia dei clienti legati al settore turistico, tramite l''associazione ha selezionato quindi 4 influencer e blogger con un seguito molto nutrito sui social media e ha dato loro la possibilità di vedere, fotografare, filmare e raccontare la loro esperienza di viaggio attraverso i loro account usando gli hashtag #mirabiletibet #destinazionecina🇨🇳 @mirabiletibet".

E quali sono le quattro tappe che condurranno alla “Vetta del Mondo”?

“Ovviamente le tappe che vogliono rappresentare il raggiungimento della cima hanno un valore metaforico. Pechino, Chengdu, Lhasa e Shigatse sono le fermate scelte. Ognuna di queste tappe possiede una grande importanza per motivazioni storiche, culturali e ambientali. Sarà un viaggio fuori dal tempo, dalla Città Proibita di Pechino al palazzo del Potala di Lhasa, dall’osservazione dei Panda Giganti a Chengdu al monastero di Tashi Lhunpo a Shigatse".

Come si è avvicinato alla pratica del Buddhismo tibetano?

“A  dire il adesso pratico il Tantrismo, ed una delle espressioni di questa corrente è il Buddhismo Tibetano, a cui mi avvicinai quando avevo 14 anni. Da molti anni però mi colloco più sul versante indiano del Tantra, più che quello tibetano. Comunque, mi avvicinai al Buddhismo Tibetano perché mi colpì molto la lettura della biografia di un importante maestro di questa tradizione”.

Oltre al concetto culturale che espone, cosa rappresenta oggi il Tibet?

“Il Tibet è una regione che affonda le proprie radici nella tradizione, che è intriso di spiritualità ma che tramite le sue moderne infrastrutture è slanciato verso il futuro e anche agevole da visitare, soprattutto per questo motivo spero che sempre un maggior numero di persone possano recarsi in questo posto. Non si dimentichi inoltre ciò che rappresenta dal punto di vista ambientale”

Ritornando al tantrismo, può spiegarci meglio in cosa consiste questa pratica?

“E’ una corrente spirituale che nasce in India che comprende metodi molto sofisticati di sviluppo psico-fisico e di conseguenza di sviluppo spirituale. Si modifica la relazione che ciascuno di noi ha con l’universo, trasformando le energie presenti in noi stessi e che a loro a volta rispecchiano le forze del cosmo. Incanalare le energie del cosmo, rapportarci con esse perché non differenti tra loro; così da entrare in armonia con quello che ci circonda e approfondendo la nostra spiritualità, diventando parte del tutto”.

Quindi il tantra è simile alle altre pratiche spirituali?

“L’obiettivo comune, se possiamo utilizzare questo termine, sta in una apertura interiore che ci porta verso una conoscenza spirituale più ampia delle cose. Ma nel Tantra si cerca di integrare nel microcosmo umano i poteri del Cosmo che prendono l’aspetto di Divinità. Le sue pratiche utilizzano una complessa ritualità, attraverso la recitazione del mantra, la pratica di visualizzazioni e tecniche yoga. C’è comunque da specificare che il Buddhismo Tibetano è una delle varie declinazioni del Tantrismo, ma non l’unica”.

Lo scorso 10 maggio avete istituito la “Mirabile Tibet”, associazione di cui lei è presidente, quali sono gli obiettivi che come associazione vi ponete?

“Ci siamo uniti ufficialmente due mesi fa, anche se sono tre anni che come gruppo pratichiamo. Lo scopo dell’associazione non è spirituale ma culturale, l’obiettivo non riguarda l’aspetto religioso, che comunque aiutiamo a conoscere, ma vogliamo semplicemente diffondere la conoscenza della cultura tibetana”.

E prima di ufficializzarvi a tutti gli effetti, come è cominciato tutto?

“Quando si parla di queste tematiche l’immagine che ne esce fuori può riportarci a qualcosa di arcaico, e invece per noi è stato determinante il contatto che abbiamo avuto tramite il web. La curiosità ci ha spinto ad usare internet come ulteriore strumento di conoscenza, che ci ha permesso anche di entrare in contatto tra di noi. Infatti abbiamo cominciato a fare chiamate Skype e WhatsaApp, questo ha concesso di scambiarci, opinioni, informazioni, conoscenze. Poi abbiamo aperto il portale www.mirabiletibet.com, da cosa nasce cosa e siamo arrivati dove siamo oggi”.

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