La line up e la scheda degli artisti che suonano a Meet in Town 2012:
Venerdì 08 giugno 2012
Garage
21:00 Dj Nox dj set
22:30 Com Truise live
23:30 Dam Funk live
00:45 Lindstrøm live
Sabato 09 giugno 2012
Cavea
20:30 Afrika Bambaataa dj set
22:00 Squarepusher live
23:00 James Blake dj set
Sala Sinopoli
00:00 L-Ektrica Soundsystem
00:30 Sebastien Tellier live
01:30 Atlas Sound live
Sala Petrassi
00:30 Thundercat live
01:30 Breton live
Teatro Studio
00:30 Rocketnumbernine live
01:10 Ghostpoet live
01:50 Brandt Brauer Frick live
Foyer Sinopoli
00:00 Frank Sent Us live
00:45 Mouse On Mars live
01:45 Machinedrum pt 1 live
Intervento istallativo
Daniele Puppi
a cura di Santasangre
Foyer Petrassi
Part 1
Mixology presenta:
21:00 Dukwa live
21:00 SpinOFF live
21:00 Herva live
Part 2
00:30 Theo Parrish b2b
Marcellus Pittman dj set
SQUAREPUSHER (Data unica italiana, sabato 9, Cavea, live)
Lo definiscono come uno dei pilastri della Warp Record. Innegabile. Ma lui, in verità, è un riferimento per tutta l’elettronica mondiale da oltre dieci anni. Gallese, classe 1975, con una tendenza quasi maniacale alla sperimentazione, la vocazione per la drum’n’bass, il vizietto dell’approccio progressivo e la capacità di buttarlo all’aria grazie ad un eclettismo inconfondibile, Squarepusher arriva a MIT per una data unica italiana. Presenterà il suo ultimo album “Ufabulum”, accompagnato negli show da un’enorme costruzione in led, in cui i suoni si trasformano in tempo reale in immagini.
JAMES BLAKE (Prima volta a Roma, sabato 9, Cavea, dj set)
A soli 22 anni, nel 2011, ha rivoluzionato il volto del suono elettronico contemporaneo. Una forza espressiva ed un coraggio compositivo, quelli di James Blake, che l’hanno portato, non solo, ad entrare nelle classifiche di mezzo mondo e a vincere premi prestigiosi, ma che sono anche riusciti a mettere d’accordo tutta la critica specializzata. Soul intimista su sfondo (misuratamente) dubstep. Manipolazioni di samples e micro-ritmi tra R&B e sporcature glitch. Tocchi di piano e falsetti commoventi. Un romanticismo spirituale e al tempo stesso ammaliante: minimale, eppure avvolgente.
AFRIKA BAMBAATAA (Sabato 9, Cavea, live)
Lui è il Godfather. Pioniere della cultura hip hop, tra gli inventori del break beat e padre dell’electro funk, Afrika Bambaataa è un monumento assoluto della musica nera degli ultimi trent’anni. Sarà lui ad “aprire le danze” a MIT, padrino perfetto dell’atmosfera positiva e di condivisione di una due giorni che ha come titolo “Let’s Stay Together”. A lui si deve la nascita della cultura hip hop, non solo nella coniazione del termine, ma anche nell’utilizzo di quella musica per strappare i ragazzi dalle gangs. Attraverso l’uso delle drum machine e dei suoni elettronici, Bam ha completamente trasformato le tecniche di registrazione dell’R&B e dato vita all’electrofunk, la cui nascita si deve proprio al suo brano “Planet Rock”.
ATLAS SOUND (Per la prima volta e con data unica in Italia, sabato 9, Sala Sinopoli)
Atlas Sound non è semplicemente il progetto solista di Bradford Cox, voce e chitarra dei Deerhunter. Il suo ultimo album “Parallax”, sintesi di una sensibilità unica – tra rock ed elettronica – concepita tra le mura domestiche e poi resa ambiziosa in uno studio di registrazione, va sicuramente annoverato tra le gemme più brillanti del 2011. Sul palco da solo, con la sua chitarra acustica o elettrica e le sue macchine elettroniche casalinghe, arriva finalmente, per la prima volta a Roma in Italia.
SÉBASTIEN TELLIER - In collaborazione con L-Ektrica (Sabato 9, Sala Sinopoli, live)
Sébastien Tellier è un enigma moderno. Un guerriero barbuto, capace di conquistare i cuori con la sua musica soulful, traboccante di seduzione e vitalità. Figlio d’arte, nato da padre musicista e cresciuto attraverso il cantautorato (inevitabile) di Serge Gainsbourg e quello universale di Robert Wyatt, Tellier è
l’ambasciatore bohemien del french touch. Eclettico, provocatore, romantico e sensuale. Uno chansonnier moderno, diverso in ogni suo album, eppure profondamente riconoscibile nel suo tocco setoso e magnetico.
THEO PARRISH b2b MARCELLUS PITTMAN (Sabato 9, Foyer Petrassi, djset)
Due veterani della scena di Detroit, ospiti a MIT per un lungo back to back. Theo Parrish, producer costantemente alla ricerca di nuove sperimentazioni, eppure già un classico da dieci anni. Un personaggio in grado di catalizzare l'attenzione da parte di dj, artisti, ascoltatori e clubber di tutto il mondo, caratterizzato da un suono tanto spirituale quanto contagioso, che espande il verbo house a marcati riferimenti soul, jazz e afro. Con lui, Marcellus Pittman, producer amato dai puristi di tutto il mondo per i suoi set legati al vinile e alla tecnologia analogica. Mescolatore di classic disco, funk ed house, Pittman prolunga verso un ampio spettro di declinazioni elettroniche, la matrice jazz originaria con cui si è formato.
MOUSE ON MARS (Sabato 9, Foyer Sinopoli, live)
Imprevedibili ed originali su disco; spiazzanti e poco convenzionali sul palco. Nel corso di (quasi) venti anni di carriera e dieci album, sono queste le caratteristiche con cui Jan St Werner e Andi Toma hanno plasmato la musica dei Mouse On Mars. Uno dei duo più eclettici del panorama elettronico internazionale, da molti considerati come i veri eredi dei Kraftwerk. Con una sintesi intrigante di ambient, kraut-rock, techno e lounge, i Mouse On Mars sono riusciti negli anni a far convivere l’immediatezza del tessuto rock con le dilatazioni del dancefloor, la ricerca con la piacevolezza dell’ascolto. Mettendosi sempre in gioco.
THUNDERCAT (Sabato 9, Sala Petrassi, live)
Quando non è impegnato a suonare per Snoop Dogg, Eric Benet e Flying Lotus, Thundercat diventa il bassista dei Suicidal Tendencies (sì, proprio loro). Oppure sale al fianco di sua maestà Erykah Badu. O, ancora, si dedica al proprio progetto solista, che l’ha visto esordire la scorsa estate con “The Golden Age of Apocalypse”. Un mix dirompente di funk, jazz sperimentale e ritmi elettronici, riconosciuto per il suono unico come uno degli album più interessanti del 2011. Un personaggio fuori da ogni schema, amato da chiunque apprezzi le produzioni non convenzionali e l’abilità di ri-pensare la soul music nel modo più fresco e spiazzante possibile.
LINDSTRØM (Venerdì 8, Garage Auditorium, live)
È il producer che nel 2008 ha rivoluzionato, definito, la space disco. Con “Where You Go I Go Too”, imponente manifesto della nuova musica del terzo millennio. Originario di Oslo, cresciuto con il country e la musica locale della sua Stavanger, Hans-Peter Lindstrøm ha una formazione atipica per un producer a cavallo tra house, electro e suoni cosmici. Il risultato, è immediatamente riconoscibile nelle sue produzioni, che lo hanno reso una figura di culto nella scena internazionale del clubbing. Percussioni, basso e chitarra armonizzate con mutazioni sintetiche e vagamente prog, in un suono che ha dell’universale, dell’onirico.
DAM FUNK (Venerdì 8, Garage Auditorium, live)
Producer, conosciuto come l’ambasciatore losangelino del Boogie Funk e rappresentante dei cittadini della Funkmosphere, Damon G. Riddick è un nostalgico solo in apparenza. Infatuato, fin da bambino, con una vastità di generi che vanno dal progressive al funk, il musicista californiano ha costruito una vera e propria rinascita musicale, con radici nel Modern Soul, nell’electro-funk e nel boogie anni ‘80. Un groove straordinario, costruito dall’intreccio di basso e batteria in una serie di remix tra atmosfere cupe ed assoli fluttuanti.
COM TRUISE (Venerdì 8, Garage Auditorium, live)
Produttore e designer nato e cresciuto nello stato di New York, ma da tempo con base in un appartamento affollato a Princeton, New Jersey, Com Truise è un ossessionato “consapevole” del synth. Il creatore di uno stile pesante di bassi, da lui stesso definito “mid-fi synth-wave, slow-motion funk”. Le sue influenze sono mutuate tanto dalla collezioni di dischi dei genitori quanto dal design di prodotti elettronici sbiaditi, eppure, il progetto Com Truise non è semplice capitalizzazione nostalgica. Ci sono frammenti di Joy Division, New Order e Cocteau Twins, ma filtrati attraverso la scheda madre di un X Box saturato. Un approccio capace di far sembrare suoni familiari fantasticamente invitanti.
GHOSTPOET (Sabato 9, Teatro Studio, live)
Qualcuno l’ha già definito l'erede indiscusso di Mike Skinner. Non tanto per la musica – meno ballabile di quella di The Streets e più vicina alle luci ed ombre bristoliane – quanto per l'attitudine da cantastorie moderno. Poeta urbano venticinquenne, Obaro Ejimiwe aka Ghostpoet, è nato a Coventry, ma è a Londra
che ha trovato la propria dimora ideale. Accento afro-cockney, metriche irregolari, storie di strada. Ma anche apnee elettroniche, beat glaciali e penombre fumose ed intense. Squarciate da una voce che fa (timidamente) eco a quella di Gil Scott-Heron.
BRANDT BRAUER FRICK (Sabato 8, Teatro Studio, live)
Attraverso le ossessioni della disciplina tecnica dei berlinesi Kraftwerk e le composizioni pulsanti di Steve Reich, fino alla techno di Detroit di pionieri come Robert Hood e Jeff Mills, le influenze dei Brandt Brauer Frick squarciano trasversalmente tutta la musica occidentale contemporanea. I loro live si assestano in una dimensione totalmente nuova rispetto ai normali set techno. Trascendendo le aspettative del pubblico. Sia che esso si trovi tra le mura di un museo di arte moderna, che nelle sale stipate di un club berlinese.
MACHINEDRUM - Pt 1 in collaborazione con Radio (Sabato 9, Foyer Sinopoli, live)
Travis Stewart, classe 1982, è uno di quei musicisti solitamente definiti come “precursori”. Uno di quelli capaci di avvicinare tra di loro generi come nessuno era mai riuscito prima. Dall'idm anni ‘90, evoluto nelle forme del nuovo millennio, al susseguirsi di sperimentazioni ambient ed abstract hip-hop, fino ad arrivare nel 2010 al progetto Sepalcure, vero e proprio laboratorio di ricerca post-dubstep. La corposa discografia di Machinedrum approda nel 2011 all'ultimo LP “Room(s)”, accolto come uno dei capolavori avant degli ultimi tempi, impossibile da inquadrare se non come uno degli album più interessanti dell'anno.
BRETON (Data unica italiana, sabato 9, Sala Petrassi, live)
Breton è un’autopsia audio-visiva. Una decostruzione e un riassemblamento della cultura popolare. Di derivazione squat, inizialmente i Breton si sono formati per produrre film, trasformandosi in seguito in una vera e propria band costantemente immersa nella musica e nella realizzazione di pellicole. Intensa ed
ipnotica, quella dei Breton è un’esperienza live che fonde in egual misura suoni, ritmo e visual. Pop, elettronica ed hip hop inquietante, miscelati con equilibrio. Alla ricerca di un suono organico. E profondamente punk.
ROCKETNUMBERNINE (Sabato 9, Teatro Studio, live)
Il suono dei Rocketnumbernine è stato plasmato per anni. La sua origine è nel jazz, in quel viaggio
psichedelico attorno al sistema solare suonato da Sun Ra con “Rocket Number Nine Take Off From Planet
Venus”. Ma la sua evoluzione è passata attraverso l’elettronica, conquistando personaggi di culto a cavallo
tra le due scene. Dall’amico ed ispiratore Steve Reid, alle collaborazioni con Four Tet, fino a Radiohead,
Caribou e James Holden, rimasti affascinati dal flusso intenso, progressivo e visionario del duo. Un magma
sonoro, che dopo aver ricevuto la benedizione di Gilles Peterson (BBC 1), ha trovato la sua perfetta dimora
nel suono universale di Soul Jazz Records.
FRANK SENT US (Sabato 9, Foyer Sinopoli, live)
Frank Sent Us è un progetto audio visivo unico. Un approccio multisensoriale applicato alla musica e all’arte
visiva, al fine di creare un’interazione tra di esse. Frank Sent Us ama la citazione d’autore, rielaborando in
musica tutto quello che appartiene al mondo dei videogiochi, del cinema, della cultura pop, delle serie
tv. Una grande scatola, in cui i contenuti visivi vengono rielaborati e remixati in maniera non convenzionale.
Suggestioni di grande impatto emozionale, esaltate dall’unicità di performance live durante la quali musica e
video si fondono completamente.
MIXOLOGY presenta:
HERVA / SPINOFF / DUKWA _ live @ M.I.T. 2012 (Sabato 9, Foyer Petrassi, live)
Mixology è, dal 2005, la trasmissione di Andrea Mi su Controradio/Popolare Network. 'From Dub to Club… in
the mix', recita il sottotitolo. In onda tutti i venerdì notte, dalle 22.30 alle 00.30, si propone di presentare le
uscite discografiche di un vasto ambito di produzione musicale tra la dance evoluta e l’elettronica, con
interviste ai protagonisti della scena, speciali di approfondimento e mixtape esclusivi. A M.I.T. 2012 Mixology
propone tre live set per altrettante promesse della scena elettronica italiana. Hanno vent’anni a testa e le
idee molto chiare su quale sarà il suono del futuro.
DJ NOX - Red Bull Music Academy Fuoriclasse (Venerdì 8, Garage Auditorium, dj set)
Milanese da anni, ma le origini stanno a Verona. Così come di Verona è anche uno dei suoi grandi maestri,
quel Volcov che è stato uno dei primi nomi italiani a farsi una grossa reputazione all'estero, diventando uno
dei sacerdoti del broken beat più jazzato, futurista ed elegante. Ecco: Nox, alias Sergio Gobbi, ne è un
degnissimo allievo. Funk, soul, rare groove. Naturalezza e classe.
SANTASANGRE
Santasangre è un progetto di ricerca artistica che nasce a Roma alla fine del 2001 dall’incontro di Diana
Arbib, Luca Brinchi, Maria Carmela Milano, Pasquale Tricoci. nel 2004, con l’ingresso di Dario Salvagnini e
Roberta Zanardo, raggiungono la formazione attuale. Espressione di un collettivo artistico eterogeneo per
formazione e personalità, i Santasangre iniziano il loro percorso mettendo insieme quello che rappresentava
la formazione di ognuno: la body art, il linguaggio video, le installazioni meccaniche e sonore, arrivando a
toccare i più significativi linguaggi artistici e performativi come il video, la musica, il corpo e l'estetica degli
ambienti.
CARLO BERNARDINI
Carlo Bernardini (Viterbo, 1966) vive e lavora a Milano e utilizza la fibra ottica dal 1996. Dagli anni ‘90
conduce una ricerca sperimentale nel campo dell’arte contemporanea basata sull’elemento spazio-luce,
realizzando installazioni in fibre ottiche e sculture. Tra le mostre di maggior rilievo si segnalano le
installazioni al Museo Paço Imperial di Rio De Janeiro (2004), a Valencia (2008) alla Ciudad De Las Artes Y
Las Ciencias, Event Orizon nel 2007 allo Swing Space di New York. Nel 2010 realizza grandi installazioni
per Luci d’Artista a Torino, La Scultura Italiana del XXI sec. alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano.
Del 2011 sono le mostre alla Delloro Arte Contemporanea di Berlino, a Londra a The Arc Show presso il
Business Design Centre ed alla Kinetica Art Fair presso Ambika P3 alla University of Westminister. Nello
stesso anno realizza installazioni alla Bocconi Art Gallery di Milano, ed al MACRO – Museo d’Arte
Contemporanea di Roma.
DONATO PICCOLO
La sua arte investiga vari fenomeni naturali ed emozionali, spesso attraverso strumenti tecnologici e
meccanici. Attraverso un profondo studio delle facoltà cognitive l'arte di Piccolo analizza gli aspetti percettivi
del mondo naturale. Le sue opere approfondiscono fenomeni naturali, fisici, biologici e scientifici che sono
alla base della vita, utilizzando l'aspetto emotivo come strumento. Piccolo vive e lavora in Italia a Roma. Tra
le sue principali mostre personali nel 2010 "Instabile reversibile” curata da Marc Wellmann, Galerie Mario
Mazzoli, Berlino; “Reversible Mechanisms”, curata da Lidya Pribisova, Space Gallery, Bratislava. Nel 2009
"Meccanismi d'Instabilità” curata da Anne-Marie Sauzeau Boetti e Laura Cherubini, Festival dei due Mondi,
Casa Romana, Spoleto. “Avant et Devenir” Gallery Riff Art Projects, Paris-Istanbul. Nel 2007 "WORTER"
curata da Mario de Candia, Stefania Miscetti Gallery, Roma. Nel 2006 "Housekeeping" curata da Raffaele
Gavarro, Soligoart Project, Roma.
DANIELE PUPPI
Daniele Puppi (Pordenone 1970) ha frequentato le Accademie di Belle Arti di Venezia, Bologna, e Roma,
dove si è diplomato nel 1996. Dalla prima installazione video-sonora, Fatica n. 1, a oggi, la sua poetica
delinea una particolare pratica artistica di appropriazione degli spazi, attraverso l’uso innovativo della
videoproiezione, del suono e degli elementi dello spazio architettonico.Tra le sue principali mostre personali:
Fatica n. 21 (M.A.R.T., ROVERETO 2003); Fatica n. 27 (Melbourne International Arts Festival, Melbourne
2005); Fatica n. 16 (HangarBicocca, Milano 2008); Fatica n. 23 (GNAM, Roma 2010).
QUIET ENSEMBLE
Quiet Ensemble nasce nel 2009 dall'incontro tra esperienze professionali ed espressive differenti; Fabio Di
Salvo si dedica alla sperimentazione e l'ideazione di opere video interattive, Bernardo Vercelli è uno
scenografo teatrale e light designer. Insieme sviluppano un interesse rivolto alla contaminazione di modalità
espressive differenti osservando il rapporto tra tecnologia e natura. Nel 2010 vincono il Premio Celeste della
Fondazione Brodbeck - Catania per la sezione installazione-scultura-performance, con l'opera "Quintetto";
nel 2012 presentano al Teatro Valle occupato il concerto/performance “ALLEGORIA” in collaborazione con
The string quartet; nel 2011 partecipano alla Vogue Fashion Night Out presso il Ferragamo Store di Madrid e
Parigi con la performance “SOUND OF BEAUTY”; inoltre realizzano il visual mapping "WIFI PARTY" per il
teatro India nello spettacolo Uno, Nessuno, Centomila e tutti i visual del MIT festival 2011.
Foto in alta risoluzione di tutti gli artisti disponibili su richiesta











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