Le tre band si esibiranno sul palco di San Lorenzo Estate il prossimo martedì 17 luglio. Sono "I giardini di Mirò", "Vado in Messico" e "Massimo Volume".
GIARDINO DI MIRO'
Il nuovo disco dei Giardini di Mirò è stato registrato a San Prospero di Correggio non lontano da dove i CCCP registrarono "Epica Etica Etnica Pathos". Il disco ha il sapore di questa terra, delle sue collocazioni, degli spazi vuoti, delle linee rette, dei parallelismi voluti e involontari, tra un casolare, una latteria, una porcilaia. Il quinto album dei Giardini di Mirò è stato registrato quasi come l'avessimo fatto in casa, tra di noi, nei posti famigliari, tra la gente che più ci piace. Forse è la prima volta che non abbiamo delle influenze o degli ascolti musicali esterni che in un qualche modo ci abbiano influenzato durante la scrittura e realizzazione del disco.Un disco che si è sviluppato in fasi diverse e non omogenee tra loro. Un lavoro concepito dopo l'esperienza de "Il Fuoco", progetto che rifuggiva la canzone e l'idea stessa di disco come raccolta di canzoni. Un album nato da poche sessioni di prova molto distanti tra loro, in cui sono passati diversi mesi tra la prima e l'ultima. Ed il gruppo che in mezzo ha suonato pochissimo in Italia e di più in Germania, come ad estraniarsi dal corso attuale delle vicende musicali del nostro paese ed andare all'estero per ritrovare il suono della band. Per ricostruirlo su quei palchi, continuando a vivere il sogno di gruppo musicale europeo.
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VADO IN MESSICO
Vadoinmessico sono un quintetto residente a Londra ma con i propri membri provenienti dai posti più disparati. I due membri fondatori sono l'italiano Giorgio Poti e il messicano Salvador Garza, a cui ben presto si uniscono l'altro italiano Alessandro Morrosu, l'austriaco Stefan Miksch e l'inglese Joe White. "Archeology of the Future" è il loro album d'esordio, prodotto e registrato da loro stessi, con un piccolo aiuto da parte di Craig Silvey, uno che in passato ha lavorato con Portishead ed Arcade Fire. Il disco è la scommessa più grande, quattordici brani frutto di ascolti e suggestioni sonore tra le più disparate, figlie di un'apertura e sensibilità musicale favorita dai differenti background, ma non solo: la loro è un'esotica, tropicale mescolanza di folk elettro-acustico, strumenti e ritmi della tradizione africana e sudamericana, colorata di melodie pop ipnotiche, destrutturate nel solco dei migliori esempi psichedelici contemporanei (Animal Collective; Vampire Weekend).
MASSIMO VOLUME
Il nucleo originario dei Massimo Volume si forma a Bologna nell'inverno del 1991. Nel 1993 il gruppo firma il primo contratto discografico per la Underground rec. E' il momento di STANZE, il primo album. Il suono della band è personalissimo. Pezzi d'impatto, tesi e distorti, si mescolano a momenti più introspettivi: brani come "Alessandro", "In nome di Dio", "Stanze Vuote", pur mantenendo una forte carica emotiva, si muovono in questo senso. L'album ha un ottimo riscontro di critica e pubblico. I concerti si susseguono a ritmo incalzante e la band sembra ormai pronta a un'ulteriore svolta. Le major si accorgono del gruppo e, agli inizi di marzo, i Massimo Volume vengo messi sotto contratto dalla Wea che pubblica il loro secondo lavoro LUNGO I BORDI. La produzione artistica viene affidata a Fausto Rossi, da sempre modello per Clementi e soci, di un modo di fare musica fuori dai canoni imposti dal mercato. Ne nasce un rapporto a tratti difficile, ma ispirato al punto da dare vita a una delle pietre miliari del nuovo rock. Il gruppo si libera definitivamente da ogni legame con modelli stranieri. Il disco è potente, dal suono inconfondibile.










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