"Si spengono le luci, la folla urla, il batterista "da il quattro" e un muro di suono si abbatte sui fan", sul palco la band australiana guidata da Andrew Stockdale, i Wolfmother. Un' occasione rombante per i romani e in generale tutti gli italiani che amano l'hard rock e il blues anni 70. E nessuno sa realizzare questo sound meglio di loro. A testimonianza i numeri: due milioni di copie negli ultimi cinque anni.
Andrew Stockdale (voce e chitarra), Aidan Nemeth è l'altro chitarrista, Ian Peres bassista e tastierista e Dave Atkins è il batterista che "dà il quattro" , Dopo il primo album omonimo del 2005, che fece gridare al miracolo non tanto per l’originalità quanto per la bravura di quei 4 ragazzi di Sidney nel metabolizzare la lezione di Led Zeppelin, Who e Rolling Stones, la band andò incontro a numerose discussioni tanto che il cantante Stockdale decise di cambiare gli altri tre componenti del gruppo. Già dal secondo album infatti - Cosmic Egg - la formazione è stata diversa ed è rimasta tale quando hanno registrato il terzo capitolo della discografia dei Wolfmother che è in fase di ultimazione.
Saranno tre le tappe in Italia, il 12 a Luglio tocca alla Capitale ospitarli, all'Atlantico.











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