Al Festival del Cinema di Roma il primo italiano in gara, presentato ieri al pubblico e alla stampa, è un film sulla cultura. La cultura intesa come la meta di un cammino verso la quale si procede per piccoli e grandi passi, di cui la scuola costituisce lo step fondamentale e il più difficoltoso. Ironia della sorte ha voluto dunque che la pellicola – diretta da Valerio Jalongo e interpretata da Valeria Golino e Vincenzo Amato – fosse strettamente legata alle contestazioni mosse contro i tagli al fondo unico dello spettacolo.
“Le contestazioni del 28 ottobre sono il frutto di un malessere che va avanti da troppo tempo – commenta Valeria Golino in conferenza stampa – e la parentela tra la sofferenza del settore scolastico e di quello culturale in generale è evidente. Speriamo che il nesso esistente tra le due circostanze sia di buon auspicio”.
“Ci sono voluti tre anni di preparazione a questo film – spiega il regista – e ho potuto seguire da molto vicino i ragazzi, essendo un professore delle scuole superiori. Volevo che fosse un film autentico, e che si conservasse quella verità di cui venivo pian piano a conoscenza”.
Nell'Istituto Pestalozzi della periferia est di Roma si intrecciano tre vite; tre anime complesse, tre vissuti particolari che finiranno per unirsi a doppio filo e trovare conforto l'uno sull'altro, generando anche rapporti ambigui e fraintesi che sconfinano oltre le mura dell'istituto.
Lo studente Alex (Fulvio Forti) è solo, senza solidi punti di riferimento cui appoggiarsi, senza situazioni stabili entro le quali sentirsi sicuro. Viaggia con la mente, con la droga, con l'immaginazione, per fuggire da questa realtà che lo comprime e da questa società che non lo capisce. La professoressa di scienze Daria Quarenghi, che vive per il suo lavoro e prende a cuore la situazione del ragazzo nonostante lei stessa stia vivendo la drammaticità di un evento come il divorzio da suo marito, il professor Talarico, musicista frustrato che ha ripiegato sull'insegnamento.
“I ragazzi non sono isole così irraggiungibili come ci possono sembrare – spiega il regista. La mia esperienza di professore mi insegna che se tendi loro una mano, sono pronti ad afferrarla, da qualsiasi parte essa arrivi. Se i contesti in cui vivono non funzionano, se la scuola non funziona e la famiglia non li aiuta, allora sì, diventano irraggiungibili”.
“Il film nasce dalla mia rabbia di professore, dalla consapevolezza che, come diceva Pestalozzi Nessun apprendimento vale qualcosa se toglie la gioia. Le cose vanno insegnate con amore, con dedizione, con passione. E non chiamate Alex - e quelli come lui – ragazzi difficili, perché lo sbandamento è molto diffuso nelle nostre scuole. Ci si deve rendere conto che sono i contenitori che sono malati.
Valeria Golino per La scuola è finita al Festival del Film di Roma 2010
Il film parla anche di vocazioni fallite, e il discorso si estende oltre i confini scolastici: “siamo circondati da una depressione spaventosa – ammette il regista- ci troviamo faccia a faccia con le nostre vocazioni frustrate, ed è come se a scuola ci fossimo tutti quanti”.
Chiude l'attore Fulvio Forti: “Mi rispecchio molto nel personaggio che interpreto. Spesso mi sento non ascoltato, e talvolta questa disabitudine ad essere capiti ci porta a fraintendere se qualcuno si interessa a noi. E' quello che accade ad Alex”.
L'erronea interpretazione delle affettività trascinerà i tre personaggi dentro un vortice imprevisto.
1 Commenti
Feedsara dall'argine Il 29 ho visto questo bellissimo film al festival di Roma. Probabilmente non tutte le scuole d'Italia sono così ma molte si. E' un disegno realistico sul degrado che c'è nei ns giorni, non solo a scuola ma nella vita. Infatti la vita si rispecchia sulle istituzioni e viceversa. Ma nel finale mi da un senso di positività, non per la scuola in generale ma per le singole persone. Nel finale si vede l'umanità di 3 personaggi con pregi e difetti che nonostante l'uragano che li sta coinvolgendo riescono cmq a sorridere. E' un film con un finale aperto al positivo non al negativo. Bellissimo lo consiglio a tutti. Valeria Golino ha una grande impatto, è davvero brevissima in questo film, la migliore di tutti insieme al ragazzo. Le musiche delle Vibrazioni bellissime e coinvolgenti!