Attilio Simonetti (1843 - 1925). Pittore alla moda e antiquario a Roma

Tra i principali collezionisti e antiquari del suo tempo, Attilio Simonetti (Roma 1843-1925) fu pittore apprezzatissimo nella scena internazionale. Formatosi nella capitale tra l'Accademia di San Luca e l'informale Accademia di Giggi in via Margutta, l'artista si affermò rapidamente negli anni Settanta e Ottanta dell'Ottocento tra Roma, Londra, Parigi e Madrid come l’unico vero allievo di Mariano Fortuny y Marsal, sostenuto dal mercante Adolphe Goupil e ricercatissimo dai collezionisti europei e statunitensi per le sue preziose scene in costume e per le variopinte immagini di folclore locale, realizzate con perizia a olio o ad acquerello. All'acme del successo, che lo aveva visto frequentemente calcare la scena dei Salon parigini, Simonetti drasticamente decise di abbandonare la carriera artistica per dedicarsi al più remunerativo commercio delle opere d'arte, qualificandosi in breve tempo come connoisseur di fama internazionale. La sua raccolta, in cui l'interesse per l'arte europea si affiancava a quello per le manifatture arabo-ispaniche, segnò una nuova linea nel mercato antiquario, mentre il suo studio in palazzo Altemps, allestito come un museo, costituì un modello per molti artisti. Coinvolto nel movimento culturale per la rinascita delle arti applicate e dell'istruzione artistica, che a Roma ebbe il suo esito nella creazione del Museo Artistico Industriale, Simonetti fu inoltre tra gli artisti più impegnati nell'organizzazione del celebre carnevale romano, delle feste degli artisti a Tor Cervara promosse dall’Associazione Artistica Internazionale e delle pubbliche feste capitoline. Nel 1890 l’artista lasciò lo studio di palazzo Altemps e acquistò l’edificio fatto da poco costruire dal principe Baldassarre Odescalchi in via Vittoria Colonna. La Galleria Simonetti diventò uno degli spazi più prestigiosi della città, venne visitata da illustri esponenti dell’aristocrazia e del mondo artistico italiano ed europeo e fu un punto di riferimento fondamentale per i maggiori esperti della scena museale internazionale.

Per la prima volta dalla sua morte, la Galleria Berardi dedica all'artista-antiquario una mostra in cui saranno esposte alcune delle sue opere più significative provenienti dalla collezione degli eredi, a esemplificare alcuni dei temi cardine della sua ricca produzione. Accompagna l'esposizione la prima monografia sull'artista, a cura di Teresa Sacchi Lodispoto e Sabrina Spinazzè, corredata da un ricco apparato bibliografico e iconografico comprendente la pubblicazione delle opere disperse nel mercato internazionale.

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