Adotta un canto, scopri una tradizione

Un’immersione nei suoni della tradizione, dalla Basilicata all’Abruzzo.

Da Ernesto De Martino a Diego Carpitella,

da Alan Lomax a Tullio Seppilli
Auditorium Parco della Musica di Roma, 15 e 16 dicembre


Un’immersione nei suoni della tradizione con interventi in voce e in musica attorno a un cinquantennio di ricerche sul campo e a quanto attorno alle musiche di tradizione orale è successo in Salento, a partire da alcuni volumi di rilevante interesse storico e documentario, gli stessi dati in adozione gratuita alle scuole che hanno aderito al concorso "Adotta un canto, scopri una tradizione", promosso dall’associazione Altrosud d’intesa con la Direzione Generale per lo Spettacolo del MiBACT: volumi che in questo incontro romano saranno illustrati a voce dagli stessi autori e commentati con musiche pertinenti da interpreti contemporanei della tradizione.

Il 15 dicembre, alle ore 18, si partirà dalla spedizione in Lucania di Ernesto De Martino del 1952, considerata l’atto di nascita dell’etnomusicologia italiana per il rigore delle registrazioni, pubblicate nei tre CD allegati al volume di Giorgio Adamo: a dare un riscontro immediato della bellezza e complessità di quei repertori l’arpista Daniela Ippolito, specializzatasi sullo strumento tipico di Viggiano. Dalla Basilicata si passa all’Umbria dove, nel 1956, Diego Carpitella e Tullio Seppilli avviarono una ricognizione su tutto il territorio regionale al fine di fermare su nastro musiche e canti di grande bellezza in un momento in cui i repertori espressivi e gli apparati rituali del mondo contadino erano ancora integri. Susanna Buffa, accompagnata dalla fisarmonica di Ludovica Valori, eseguiranno alcuni dei brani contenuti nei due CD allegati al volume a cura di Piero Arcangeli e Valentino Paparelli. Il nome di Carpitella ritorna ancora in gioco per l’Abruzzo dove nel 1970, da incaricato di Storia della musica all’Università di Chieti, effettua una campagna di rilevazione in alcuni paesi ai piedi della Maiella, oggetto di un altro volume della collana Aem a cura di Domenico Di Virgilio, anche lui tra i relatori che interverranno in voce. Alessandro Portelli parlerà invece di un’altra grande tradizione di ricerca che si è sviluppata autonomamente dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, a volte anche per iniziativa di singoli ricercatori come Elvira Nobilio che, nel biennio 1957-58, registrò canti e racconti dei contadini abruzzesi, oggetto di una monografia di Omerita Ranalli. A chiudere gli interventi in voce Raffaele Di Mauro che parlerà di libri ancora da venire per quanto riguarda quello sterminato patrimonio di canti e suoni che è la Campania, rappresentata in musica dalla Paranza di Simone Carotenuto in un concerto illustrativo della varietà dei repertori regionali.

Il 16 dicembre, alle ore 17,30, ci si sposta sulle tracce del mitico e fondativo viaggio fatto nell’area, nel 1954, da Alan Lomax e Diego Carpitella le cui registrazioni sono state di recente pubblicate, per la prima volta integralmente, nei tre CD allegati al volume di Maurizio Agamennone che ne mette in risalto anche l’importanza e il valore per le diverse comunità che in quelle musiche coglievano uno dei veicoli principali per l’affermazione della propria identità culturale. Valore e importanza, vent’anni dopo, come sopite ma pronte a risvegliarsi ed esplodere nuovamente come avvenne con l’incontro dell’Odin Teatret di Eugenio Barba, la cui permanenza in Salento è stata ricostruita da Vincenzo Santoro in un volume che in allegato offre anche il documentario che a quell’esperienza ha dedicato Ludovica Ripa di Meana.

A chiudere la giornata il concerto di Marzo-Probo-Pisanello, vale a dire i fondatori di Officina Zoé che, in acustica, offriranno una vasta antologia dei brani più rappresentativi della tradizione salentina.

Tutti gli incontri si terranno al MUSA-Museo degli strumenti musicali dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, all’interno dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Iniziativa promossa d’intesa con l’associazione Altrosud e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.


Ingresso libero

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