Turismo in calo: a Natale meno 20% rispetto al 2007

Secondo le stime dell'Ente bilaterale del turismo della Regione Lazio, rispetto allo scorso anno arriveranno nella Capitale 110.000 turisti in meno. “Tutta colpa della crisi”, dicono gli operatori

N atale magro per il turismo della Capitale. Ad annunciarlo è l'Ente bilaterale del turismo della Regione Lazio che da stime effettuate sulle prenotazioni prevede un crollo delle presenze turistiche, con un meno 19,56% per il periodo 23-28 dicembre e un meno 17,48% per il periodo 29 dicembre-3 gennaio 2009.

In termini numerici giungerà a Roma poco meno di mezzo milione di turisti (200 mila nel primo periodo, 298milan nel secondo), per un totale di 110.000 presenze in meno rispetto allo scorso anno.

Si tratta della prima flessione da due anni a questa parte. Per gli addetti ai lavori la colpa è soprattutto della crisi internazionale che sta frenando i viaggi dei turisti più “affezionati” alla città eterna, vale a dire americani e giapponesi, che da soli formano il 60% del mercato della capitale.

Dopo anni di troppa crescita questo calo era ipotizzabile

Secondo i dati dell'Ebtl in questo periodo il turismo non cala solo a Roma: a livello di macro aree, Europa e Italia segnano un  meno 16%, il nord America un meno 21%, il sud est asiatico un meno 26%.

Nel corso della presentazione dei dati, avvenuta all'Ara Pacis, il presidente dell'Ente bilaterale del turismo della Regione Lazio, non ha enfatizzato troppo i dati. "A freddo sembra una caduta verticale della domanda, ma va considerato che si tratta sempre di periodi che non sappiamo quanto incideranno sul mese o sull'anno e soprattutto venivamo da un 2007 con crescite estremamente significative, con un più 19,34 nelle presenze di Natale e un più 21,68 a Capodanno. La crisi è mondiale, ma Roma si difende bene".

Niente catastrofismi anche da Claudio Mancini, assessore della Regione Lazio allo Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Turismo: "le cose sono difficili, ma non diamo una lettura catrastofista: Roma cala meno di altre realtà e rimane una grande destinazione internazionale".

Anche da parte del presidente di Federalberghi, Giuseppe Roscioli, c'è la tendenza a minimizzare i dati: "dopo anni di troppa crescita questo calo era  presumibile: ora dobbiamo dare segnali di ottimismo ed è buono puntare sui mercati emergenti, dove ci sono spazi da conquistare".

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