Le start-up innovative come soluzione alla crisi economica della Capitale

A partire dall'esempio di Fotocopiagratis, al convegno ospitato all'università John Cabot sono state illustrate alcune esperienze imprenditoriali originali per combattere la disoccupazione giovanile

Da sinistra a destra: Andrea Geremicca, Giampiero De Paolis, Michele Favorite, Rosanna Cancellieri, Danilo Di Tommaso e Enrico Martini, Marta Leonori e Mariangela Colasanti

Per gli studenti che accettano di inserire un annuncio pubblicitario sul retro dei fogli, le fotocopie sono gratuite. Su questo sistema permette un universitario risparmia diversi soldi. Ma, soprattutto, Andrea Geremicca e Giampiero De Paolis hanno costruito un'attività economica molto produttiva, che gli ha permesso di rispondere alla crisi economica italiana nel modo opposto a quello sempre più scelto dai giovani: ovvero, il fenomeno noto come 'fuga dei cervelli'.

Illustrare le opportunità per i giovani che decidono di rimanere in Italia era l'obiettivo del convegno " #IoResto: la start-up re-evolution", ospitato dall'università John Cabot, tutto dedicato alle start-up giovanili. Per questo, oltre ai due inventori di Fotocopiagratis, era presente anche Mariangela Colasanti, 23enne vicepresidente di Aiesec Italia, associazione interamente gestita da studenti universitari, volta a organizzare esperienze lavorative in oltre 124 Paesi esteri per i giovani che vogliono far fruttare le loro esperienze sul territorio italiano.

"Le start-up italiane sono oltre 4.000, e il Lazio è la terza Regione per presenza, dietro a Lombardia e Emilia Romagna. Il grosso opera in settori come la robotica e il biotech", ha illustrato Enrico Martini, della segreteria tecnica del ministero dello Sviluppo Economico. "A Roma ci sono 270 start-up, con 9 incubatori di imprese e 31 progetti di coworking", ha aggiunto Marta Leonori, assessore a Roma produttiva e Città Metropolitana di Roma Capitale.

Una di queste start-up è proprio Fotocopiagratis. "Lo studente si registra sul nostro portale web, e inserisce il file che deve stampare o fotocopiare decidendo quando trovarlo disponibile, grazie alla convenzione con alcuni centri stampa - ha spiegato Andrea Geremicca - Sul retro noi inseriamo un annuncio pubblicitario, non invasivo, mirato all'utente, in base a un algoritmo costruito da noi. Per esempio, per pubblicizzare le scarpe da calcio ci rivolgiamo a giovani di sesso maschile; invece, per prodotti di Euronics, come gli i-pad, i destinatari sono stati i ragazzi tra i 25 e i 27 anni". Il progetto è stato ideato dai due giovani, uno laureato in Economia e Commercio e l'altro in Medicina. E' partito lo scorso anno; dopo un periodo di prova avviato a Roma a giugno del 2014, Fotocopiagratis ha aperto diverse sedi in tutta Italia, come Milano, Piacenza, Firenze, Napoli, e sta progettando di aprire anche a Salerno e Torino.

"Dalla nostra indagine di mercato - ha aggiunto Giampiero De Paolis - è emerso che uno studente in media spende per le fotocopie fra i 250 e i 300 euro; che, per una categoria così attenta al risparmio, sono tanti. Con il nostro sistema, i 10 mila studenti registrati portano un risparmio di un milione e mezzo di euro all'anno ogni anno accademico. E noi siamo riusciti a fare pubblicità ad aziende come Euronics".

"Un esempio analogo a come lo sport sfrutta il brand - ha commentato Danilo Di Tommaso, direttore della comunicazione del Coni - Come fa, per esempio, la Fiat con la Juve. Anche lo sport italiano ha bisogno dell'innovazione portata dall'imprenditorialità".

A partire da fenomeni del genere, dunque, chi sceglie di rimanere in Italia può combattere la crisi della disoccupazione giovanile. Che, a detta della professoressa Michele Favorite dell'università John Cabot, dipende molto dal sistema scolastico italiano: "Questo è troppo teorico e nozionistico, e non permette un adeguato contatto tra la scuola e le imprese. Queste, infatti, sono molto più attente alle esperienze lavorative dei giovani, non tanto ai percorsi di studi. Per esempio, servono più adattabilità e pensiero critico, che il sistema di istruzione italiana non è in grado di dare. Non è un caso che in Italia diversi posti di lavoro non riescano a trovare candidati: sono mestieri come l'infermiere, l'addetto marketing, il progettista elettronico, il farmacista. In più, ai laureati italiani manca completamente la capacità di scrivere un curriculum e affrontare un colloquio di lavoro".

Come ha sottolineato Mariangela Colasanti, perciò, "i giovani hanno bisogno di reinventare il loro ruolo in Italia per sfuggire alla crisi; anche a partire da esperienze all'estero, ma riutilizzandole in Italia. L'importante è che agiscano. Per questo la nostra associazione sostiene il motto 'Make in Italy'".

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