Scioperano i lavoratori delle concessionarie autostradali: nel Lazio 400 posti di lavoro a rischio

Mercoledì a Roma presidio in piazza Riccardo Balsamo Crivelli a partire dalle ore 8.00 del mattino

Sono circa 400 i posti di lavoro a rischio solo nel Lazio, oltre 3mila sull’intero territorio nazionale. Questo il quadro drammatico che si prefigura per i lavoratori delle aziende che effettuano lavorazioni in house per conto delle società concessionarie autostradali, in assenza di un decreto correttivo al nuovo codice appalti per il quale i sindacati Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil sono da tempo in trattativa con il Governo. Figure professionali ad alta specializzazione che rischiano di andare disperse a discapito della collettività, perché la precarizzazione dei rapporti di lavoro, mascherata da falsa liberalizzazione di mercato, comporterebbe un immediato scadimento della qualità delle opere di progettazione e dei servizi di manutenzione autostradale.
 
Per questi motivi mercoledì 19 ottobre, i lavoratori delle aziende che effettuano lavorazioni in house per conto delle società concessionarie autostradali sciopereranno per otto ore in tutta Italia. A Roma i lavoratori dell’intera regione si riuniranno in presidio, fin dalle ore 8.00 del mattino, a piazza Riccardo Balsamo Crivelli, nei pressi della sede di Autostrade per l’Italia Spa.
 
"Nonostante gli impegni sottoscritti al Ministero delle Infrastrutture, finalizzati ad affrontare il problema occupazionale determinato dalla nuova legge sugli appalti pubblici, sono iniziati i licenziamenti nelle aziende controllate dalle concessionarie autostradali" – dichiarano i sindacati Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, che puntualizzano – “le concessionarie autostradali intendono utilizzare il biennio di transizione previsto dalla legge per licenziare progressivamente le maestranze e stanno adeguando in questo modo le loro strategie, non affidando più direttamente molti lavori alle controllate per rientrare nei limiti della legge”.

"Non intendiamo avallare questa lenta smobilitazione delle aziende strutturate", proseguono le tre sigle sindacali, "chiediamo al Governo di mantenere gli impegni presi sulle internalizzazioni e di escludere con il decreto correttivo le manutenzioni e le progettazioni dal conteggio del 20% in quanto funzioni essenziali per qualsiasi concessionaria di un bene pubblico".

"Alle imprese e alle concessionarie chiediamo di fermare da subito i licenziamenti e di predisporre dei piani industriali che salvaguardino l’occupazione nelle società controllate".
 

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