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Tasse sui rifiuti: anche a Roma si può chiedere il rimborso dell'Iva

Una sentenza della Corte Costituzionale affema che Tia e Tarsu sono da considerarsi tributi e non servizi e quindi non sono soggetti a Iva. Sarà possibile chiedere i rimborsi, per un totale di 350 euro a famiglia

Matteo Scarlino 31 agosto 2009
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Tia (tassa igiene ambientale) e Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) sono da considerarsi ufficialmente dei tributi. Questa, che a primo acchitto sembra un'ovvietà, è una realtà scaturita dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che a luglio ha risolto il dubbio se considerare Tia e Tarsu tributi o servizi.

La distinzione non è di poco conto: in quanto tributo infatti Tia e Tarsu non possono essere oggetto di Iva e quindi le aziende che hanno emesso bollette con l'aggiunta di questa maggioraziona saranno tenute ai rimborsi.
 
La Corte Costituzionale sostiene che tale natura di tributo possa desumersi da alcuni elementi inequivocabili, come ad esempio la doverosità della prestazione che caratterizza la normativa atta a disciplinare i prelievi, l’assenza di un rapporto sinallagmatico (vale a dire di reciprocità ) tra le parti, e il collegamento della prestazione pubblica a un presupposto economico rilevante.

In termini numerici in tutta Italia ci sono ben 15 milioni di famiglie che dovranno fare ricorso per ottenere il rimborso del 10% dell’Iva non dovuta e versata negli ultimi dieci anni. Tra queste anche le famiglie romane, il cui numero però al momento l'Udicon non è riuscito a stimare. In media, l’importo da rimborsare ad ogni famiglia si aggira intorno ai 350 euro, con un costo globale per lo Stato, o per l'ente pubblico che dovrà erogare i rimborsi, di circa 5 miliardi e 250 milioni di euro.

Soddisfazione  per la sentenza è stata espressa dal presidente nazionale dell'associazione consumatori Udicon Denis Nesci: “Ci siamo battuti a lungo per questa sentenza che rende giustizia di ciò che dicevamo da tempo. Ora saremo al fianco dei consumatori per presentare i ricorsi”.

L’Unione per la Difesa dei Consumatori, come sempre, è a completa disposizione per qualunque tipo di informazione attraverso il numero verde 800.305.503 e l’indirizzo e-mail info@udicon.org.

Qui è possibile scaricare il modulo per richiedere il rimborso.

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1 Commenti

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  • Avatar anonimo di Antonio Pisanti

    Antonio Pisanti IVA NO, PALUDI SÍ ?

    Non è necessario l’intervento di un legale né quello di una delle associazioni consumatori che non sempre possono essere informate su situazioni locali.
    Il ricorso è ammissibile, ovviamente, solo nel caso che il Comune abbia applicato indebitamente l'iva.
    Il difensore civico del Comune di Napoli, per esempio, ha dichiarato che in città non viene applicata l’iva sulla tarsu.
    In compenso ci sono, a Napoli e altrove, “Quelli che pagano ancora per le paludi… ed altro”
    http://www.facebook.com/group.php?gid=92920105728&ref=ts
    Antonio Pisanti

    il 27 gennaio del 2010