Centrale del Latte: i lavoratori protestano contro la cassa integrazione

Oltre un centinaio di lavoratori della Centrale del Latte di Roma hanno manifestato in Campidoglio per chiedere certezze sul loro futuro occupazionale. La protesta: "Alemanno, cosa stai combinando?"

Oggi Piazza del Campidoglio è stata il teatro di una manifestazione di protesta, che ha visto coinvolti decine e decine di lavoratori FLAI, CGIL, UILA, UIL, appartenenti alla Centrale del Latte, l’Azienda che fornisce e garantisce ai romani la qualità del latte delle campagne romane. Diversi lavoratori, circa una cinquantina di lavoratori, sono in cassa integrazione e ora temono per il loro futuro lavorativo.

A spiegarci meglio la situazione è Fabrizio Zega, delegato RSU della CGIL: "Il problema sta a monte. I problemi nacquero già nel 1998, quando venne dichiarata nulla la privatizzazione della Centrale del Latte e la produzione Latte Sano fu estromessa e non partecipò alla gara d'appalto per la vendita dell'azienda. Il risultato fu l'annullamento e la dichiarazione di illegitimità della cessione", afferma Zega.

Una battaglia legale infinita, quella dell'individuazione degli assetti proprietari della Centrale del Latte, conclusasi nel 2011 con l'acquisizione da parte del Comune di Roma dell'81%, e nella quale fanno parte sia il marchio Centrale del Latte che quello Parmalat.

"Tutto questo è stato riportato all'interno di due sentenze emanate dal Tribunale di Roma, che hanno decretato Parmalat azionista di maggioranza", dichiara Fabrizio Zega. "A seguito di questa acquisizione, 180 lavoratori della centrale, oltre ai 2000 lavoratori dell’indotto e delle aziende agricole che producono latte nell’agro romano, si sono ritrovati in esubero e a rischio licenziamento", ci spiega il delegato della CGIL, aggiungendo: "Ogni giorno, 50\60 lavoratori, sono messi in cassa integrazione".

"Per queste ragioni, chiediamo al sindaco di Roma Gianni Alemanno di sostenerci e di incontrare i vertici Parmalat prima che vengano emesse le sentenze giudiziarie, che di norma hanno tempi molto lunghi - continua Zega - Alemanno non sta facendo nulla per favorire la nostra situazione lavorativa. Di sicuro perchè, essendo possessore del 6% delle azioni della Centrale del Latte, vuol curare prima di tutto i suoi interessi" sotiene il delegato CGIL.

I lavoratori della Centrale del Latte voglio far sentire le loro grida di protesta, vogliono che il Comune di Roma, nonchè Gianni Alemanno, dia credito alle loro esigenze che, per troppo tempo, non sono state ascoltate. Ecco come protestano i lavoratori: "Alemanno basta con i giochi politici", e ancora, "Parmalat ci RUBY il lavoro", o cartelli con su scritto "RSU Centrale del Latte, non si gioca sulla pelle dei lavoratori".






 

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