Roma Tpl, autisti sul tetto del deposito Trotta: "Senza stipendio da tre mesi"

La protesta in via di Castel di Leva, organizzata dal sindacato Usb: "Roma Tpl disattende gli impegni, intervenga il Comune". Dopo qualche ora, l'incontro con l'azienda e la decisione di scendere

Senza stipendio da tre mesi. Proteste da questa mattina in via di Castel di Leva davanti al deposito di Trotta Bus del consorzio Roma Tpl che gestisce per Atac le linee periferiche della città. In mattinata un dipendente si è incatenato al cancello per “denunciare la situazione disperata in cui si trova” denuncia Fabiola Bravi dell'Unione sindacale di base. “L'ultimo stipendio che ha percepito è quello di dicembre 2015. E' un padre di due figli e in questa situazione non riesce più a provvedere al sostentamento della sua famiglia né a trovare le risorse per pagare la benzina per raggiungere il posto di lavoro” continua. "E lui non è solo in questa situazione". Nel pomeriggio, "di fronte al fatto che nessuno ci ha ricevuto", in tre hanno deciso di salire per protesta sul tetto di una costruzione nei pressi del deposito. Una protesta che ha sortito i suoi effetti: una delegazione ha potuto incontrare i rappresentanti aziendali. Di fronte alle "promessa che la situazione verrà sbloccata presto per i due dipendenti in questione" hanno deciso di scendere e attendere gli sviluppi dei prossimi giorni.  

L'ACCORDO - Il caso del dipendente di Trotta però non è isolato. “Ad oggi nonostante gli stipendi di marzo parte dei lavoratori di Roma Tpl e alcune consorziate non sono ancora stati versati nonostante la scadenza fissata sia ormai stata superata” continua Bravi. “Per i mesi di gennaio e febbraio inoltre sono stati versati solo degli acconti. Tutto questo nonostante con gli accordi sottoscritti in prefettura il 30 novembre scorso il consorzio si fosse impegnato ad effettuare gli accrediti degli stipendi entro la fine di ogni mese”.  

Non solo. Secondo quanto denuncia il sindacato restano disattesi anche gli impegni relativi “all'una tantum previsto dal rinnovo contrattuale, il pagamento regolare della cessione del quinto e la regolarizzazione delle posizioni contributive dei lavoratori”. L'Usb denuncia che continua a non essere corrisposta anche “l'indennità Erg”.  

APPELLO AL COMUNE - Con una lettera di diffida indirizzata a Roma Tpl, al Comune di Roma e al Prefetto Franco Gabrielli lo scorso primo aprile l'Usb ha segnalato, per l'ennesima volta, il problema. “Chiediamo che il Comune di Roma intervenga immediatamente, questo atteggiamento di tolleranza nei confronti di un consorzio che ha dimostrato di non poter più portare avanti il servizio non può proseguire” continua Bravi. “Chiediamo che l'amministrazione versi direttamente gli stipendi ai lavoratori e arrivi alla recessione del contratto di affidamento. Tutti i mesi i lavoratori si ritrovano nelle stesse condizioni, non è più tollerabile. Un padre di famiglia non può essere costretto a questi gesti estremi per ottenere ciò che gli spetta”. 

LAVORATORI SUL TETTO - “La protesta è avvenuta dopo che la azienda si è rifiutata di ricevere una delegazione di USB che aveva formalizzato ufficiale richiesta e segue il gesto disperato di un lavoratore che già questa mattina si era incatenato davanti al cancello del deposito per denunciare il mancato pagamento degli stipendi di gennaio e febbraio" commenta Bravi in una nota. “I lavoratori si trovano costretti a gesti estremi per rompere il silenzio assordante delle istituzioni e  dell'azienda, che non solo disattende gli impegni presi ma si rifiuta di avviare un confronto con loro". 

LA CONCLUSIONE - "Si è conclusa positivamente la protesta dei lavoratori della Roma Tpl. Una delegazione è stata ricevuta dalla Trotta Bus Service Spa che insieme alla Roma Tpl si è assunta l'impegno del pagamento immediato degli stipendi arretrati. I delegati che per protesta erano saliti sul tetto di una costruzione interna al deposito sono scesi a seguito della vittoria piena ottenuta" si legge in una nota. "Prendiamo atto positivamente dell'impegno, anche se le questioni sul tavolo sono ancora molte; mancano all'appello ancora gli stipendi per la Roma Tpl e la società Troiani che dovevano essere erogati entro la fine di marzo. Continueremo a vigilare affinché siano rispettati gli impegni presi e per la risoluzione definitiva della vertenza" dichiara Fabiola Bravi di USB Roma e Lazio.

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STOP PRIVATIZZAZIONI - “Stop alle privatizzazioni del servizio pubblico locale” si legge sullo striscione appeso dai lavoratori in via di Castel di Leva. “Oggi infatti è la giornata mondiale contro la privatizzazione dei servizi pubblici” conclude la sindacalista. In solidarietà sono presenti anche dei lavoratori di Atac. “Gli effetti della gestione privata sono infatti sotto gli occhi di tutti”.

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