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Economia Casalotti

Notte sul tetto contro i licenziamenti per i precari dell'Ispra

Da questa mattina la protesta dei ricercatori dell'Istituto per la Ricerca Ambientale si è spostata sui tetti della sede di via Casalotti 300. Nessuna risposta dalle istituzioni: si prospetta una notte all'aperto per ottenere un incontro

Foto tratta da "www.nonsparateallaricerca.org"
I lavoratori precari dell’ISPRA, dopo un’assemblea indetta questa mattina da USI RdB Ricerca, hanno deciso di salire sul tetto della sede di via Casalotti a Roma e di non scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza. Vista l'assenza di qualunque risposta da parte dell'amministrazione, i lavoratori precari dell’ISPRA si preparano ad affrontare la notte sul tetto.

I lavoratori chiedono di incontrare il Commissario per l’Ente e sono determinati a proseguire nella protesta fino a quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attività di ricerca sul mare in cui sono prevalentemente impegnati i lavoratori che verrebbero messi alla porta entro dicembre 2009.
L'ISPRA, ente di ricerca pubblica ambientale che effettua anche funzioni di controllo ed ispezione, ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. Se questo piano di licenziamenti verrà portato a termine, da gennaio il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato.

"I lavoratori precari dell’ISPRA sono ormai alla disperazione”, spiega Claudio Argentini della Segreteria Nazionale USI RdB Ricerca, “oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l'Ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare”.

“Come segreteria nazionale”, continua Argentini, “avevamo previsto che ulteriori licenziamenti, dopo i 200 della scorsa estate, sarebbero stati la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso e causato l’esplosione della rabbia di questi lavoratori. Questa mattina un gruppo di lavoratori, delegati sindacali di USI/RdB, ha deciso di portare la protesta all'estremo, occupando il tetto dell'edificio nel quale hanno lavorato per anni. Non scenderanno se non di fronte ad atti chiari che garantiscano loro il mantenimento del posto di lavoro ed il sostegno al settore della ricerca marina”.

Conclude il sindacalista di base: “Ci aspettiamo che il Commissario abbia il coraggio di invertire la rotta ed avvii subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente. Questi lavoratori chiedono giustizia e lavoro. Lavoro nella ricerca pubblica".




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