Piano pullman, autisti in protesta contro i nuovi divieti: "A rischio 1500 posti di lavoro"

Manifestazione in piazza del Campidoglio e stop al servizio per l'intera giornata

La protesta in Campidoglio

Braccia incrociate per gli autisti dei pullman turistici che ogni giorno attraversano Roma. La protesta è ancora per la delibera 55, passata in Aula lo scorso 16 maggio, contro regole giudicate troppo stringenti, atte a limitare le possibilità di circolazione dei torpedoni dentro il centro storico. Da parte del Campidoglio la normativa è scaturita dalla necessità di frenare l'inquinamento, anche visivo, e il traffico eccessivo causato dai bus. Ma loro, gli autisti, non ci stanno. Difendono i posti di lavoro e il turismo di gruppo, fortemente a rischio se dovrà contare, come pare, solo sui mezzi pubblici. 

Per la giornata di oggi le principali sigle di categoria, Anc Trasporto bus, Emet, Anstra, hanno fermato il servizio e organizzato un sit in nel pomeriggio sotto al Campidoglio, insieme alle altre sigle sindacali in mobilitazione contro "l'immobilismo della giunta Raggi""Nuovo piano bus = 1.500 licenziamenti" e "M5S = morte del turismo" gli striscioni che campeggiano vicino al Marc'Aurelio. "Parlano di interesse pubblico, ed è sacrosanto, ma i pullman turisti inquinano il 2 per cento del totale dei mezzi in circolazione - commenta Massimo Cenciotti, presidente di Emet bus - abbiamo presentato a Meleo (assessore ai Trasporti, ndr) uno studio di un autorevole professore di Tor Vergata. Non ci inventiamo niente". 

Le misure più contestate? L'abolizione degli abbonamenti annuali da circa 2mila euro sotituiti da carnet da 50, 100, 200 e 300 ingressi che andranno a costare fino a più di 26mila euro, a seconda della classe emissiva del veicolo. E ancora, il divieto di ingresso nella Ztl Centro Storico. A protestare ci sono anche le guide turistiche, indirettamente coinvolte nel momento in cui a subire un danno potrebbe essere l'intera filiera del turismo di gruppo. "E' un piano studiato a tavolino senza conoscere come funziona il settore - spiega Francesca Duimich di Federagit Confesercenti Guide Turistiche - siamo molto preoccupati perché un provvedimento simile costringe gruppi di 50 persone tra i 60 e gli 80 anni a prendere i mezzi pubblici e siamo tutti come funzionano a Roma". 

A sposare la causa contro la delibera 55 anche Cna Turismo Roma. Il presidente Marco Misischia ricorda che siamo "in una città prettamente turistica, vocazione che deve essere preservata e incentivata". Ma "le conseguenze di un simile attoo non possono che essere un sicuro peggioramento della qualità dei servizi offerti e una perdita di attrattività per i visitatori, a favore di altre città italiane. Non dimentichiamo che Roma, oltre a dover innalzare la qualità dell’offerta, deve saper gestire un grandissimo afflusso di turisti che garantisce un indotto di grande rilevanza per l’economia della città". E ancora Paolo Delfini, portavoce CNA Bus Roma, torna a chiedere di aprire il dialogo: "Chiediamo all’Amministrazione Comunale di istituire quanto prima un tavolo di confronto sul tema, che tenga conto delle esigenze degli operatori e quelle della nostra città". 

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