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Oro, costa sempre di più e si ricorre alla bigiotteria

Secondo uno studio della Camera di Commercio di Roma su un campione di cento consumatori dai 18 anni in su "oltre la metà acquista gioielli solo una volta l'anno a tutto vantaggio di prodotti di bigiotteria di bassa qualità"

Redazione26 settembre 2011

C'è chi ricorre al Monte dei Pegni per vendere gli oggetti più preziosi che possiede, pur di racimolare qualche euro in più a fine mese, c'è chi preferisce risparmiare e, all'occorrenza, invece di acquistare un gioiello prezioso, ricorre alla bigiotteria. Sono gli effetti della crisi economica. Crisi che ha determinato un'impennata del costo dell'oro con un conseguente crollo del settore dell'oreficeria. Secondo un recente studio elaborato dalla Camera di Commercio di Roma su un campione di cento consumatori dai 18 anni in su "oltre la metà acquista gioielli solo una volta l'anno e per lo più in occasione di compleanni (34%) e anniversari (24%), appena il 4% per battesimi e matrimoni - spiegano dalla Cna di Roma -, a tutto vantaggio di prodotti di bigiotteria di bassa qualità o articoli per la casa".

E l'associazione degli artigiani dipinge un quadro a tinte fosche. "Il valore dell'oro negli ultimi 10 anni è quintuplicato - spiegano  -, passando dai 7 euro al grammo del 2000 ai 35 di oggi. Una corsa inarrestabile che in città ha cambiato radicalmente le abitudini dei consumatori e messo in ginocchio il settore degli orafi. Senza contare che, nella Capitale e in provincia, i furti di collanine e catenine d'oro registrati dagli agenti del reparto volanti e dei commissariati aumentano a vista d'occhio. Proprio per via, dicono le forze dell'ordine, dell'aumento del costo dell'oro". Il circuito della crisi è così tracciato. "Gli orafi chiedono in prestito l'oro agli istituti di credito e, quando restituiscono il materiale non lavorato, sono costretti a pagare la differenza di prezzo tra il valore attuale e quello che l'oro aveva al momento del prestito. Solo negli ultimi 6 mesi il prezzo dell'oro è aumentato di 4 euro per grammo e dal 2007 praticamente raddoppiato. Ciò vuol dire che un artigiano che abbia ottenuto, nel maggio 2007 un prestito d'uso di 10 kg di oro, equivalenti al tempo a 177 mila euro, si trova oggi a dover restituire complessivamente 329 mila euro. Quasi il doppio".

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In tempi di crisi le famiglie hanno una minore capacità di spesa e lo shopping di collier, gemelli e braccialetti d'oro precipita, anche quando si tratta di regali importanti. "Si sta perdendo il riconoscimento dell'oggetto prezioso artigianale, che rappresenta la durata nel tempo e il valore del ricordo, ovvero il meglio del Made in Italy - avverte Corrado Sacchi, presidente Cna Artistico e Tradizionale di Roma -. Ai problemi che affrontiamo da anni, caro-affitti, caro-tasse e burocrazia, si aggiunge il caro-oro". Di qui la richiesta di "tutele nei confronti del sistema bancario, come l'istituzione di un fondo di garanzia comune a livello di distretto o a livello nazionale che ci permetta, tra le altre cose, di contenere i prezzi alla clientela".

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