Alitalia, a Roma e Fiumicino a rischio oltre 1800 posti di lavoro

Secondo stime sindacali, oltre il 90 per cento degli esuberi individuati dalla compagnia aerea ricadranno sulla capitale. Zingaretti: "Piano inaccettabile"

Un momento di protesta dei dipendenti Alitalia (Immagine di repertorio - ANSA/TELENEWS)

Il terremoto per i lavoratori era già stato vissuto nel 2008, con un ritorno nel 2014. Prima l'operazione che portò la compagnia nelle mani dei 'capitani coraggiosi' di Cai, poi dopo l'arrivo di Ethiad. Alitalia lancia un nuovo piano da 2037 esuberi e Roma torna a tremare. Secondo le stime dei sindacati, infatti, oltre il 90 per cento dei licenziamenti andrà ad incidere sullo scalo di Fiumicino e quindi su personale residente a Roma, Fiumicino e nei comuni limitrofi. Oltre il 90 per cento: ovvero circa 1850 persone rischiano di perdere il posto di lavoro. A questi numeri vanno ad aggiungersi i 400 dipendenti del personale di volo con un contratto di solidarietà che scade ad agosto. 

La crisi coinvolge poi anche il personale del cosiddetto 'handling', che fornisce servizi di assistenza a terra negli aeroporti, dal carico e scarico bagagli alle pulizie a bordo degli aerei passando per il servizio mensa. La decisione di Alitalia potrebbe trascinare con sé il settore che a Fiumicino occupa in media tra i 30 e i 32 mila lavoratori. Anche qui i sindacati sono pronti al peggio, con una stima di circa un migliaio di persone che potrebbero restare senza occupazione. 

"Quello presentato da Alitalia non è un piano industriale ma un piano di risparmi" il commento di Eugenio Stanziale, segretario Filt Cgil di Roma e Lazio. "Questa non può essere considerata una vertenza di poco conto in quanto ha un significato importante per il sistema Paese nel suo complesso. Per come ci è stata dipinta Alitalia diventerebbe una sorta di low cost e non è possibile che un Paese come il nostro rinunci a un settore così importante e ad avere un compagnia aerea di un certo spessore". Conclude Stanziale: "Chiediamo un impegno non solo al Governo, che metta sul piatto soluzioni 'di sistema' e di 'prospettiva', ma anche ad enti locali come la Regione Lazio e i comuni di Roma e Fiumicino". 

"Piano Alitalia non accettabile, è dannoso per l'economia e per i lavoratori. Difenderemo i loro diritti" il messaggio postato venerdì scorso su Twitter dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Simile quello di Lucia Valente, assessore regionale al Lavoro: "Il Piano Alitalia con oltre 2mila esuberi è irricevibile. Non è sui posti di lavoro che si possono scaricare anni di malagestione" ha scritto, sempre sul social network. 

E proprio oggi, mentre l'aeroporto di Fiumicino sta vivendo tutti i disagi di un doppio sciopero in programma, la vertenza Alitalia finirà sul tavolo del Governo al quale parteciperanno anche l'azienda e i sindacati. 2.037 esuberi e un taglio degli stipendi di circa il 30% che hanno fatto scattare uno sciopero di 24 ore in programma per il 5 aprile.

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Commenti (5)

  • Va bene,vuol dire che mi cancellerò di Roma Today..Grazie del trattamento..Siete capici solo di polemizzare

  • Possiamo solo sequestrare l'azienda affinchè i lavoratori siano tutelati,perchè di certo non si mette bene per loro e i soldi pubblici per un'azienda che non sa come rimodernare già da 5 anni non si può risciare nulla..

  • chiudete questa discarica di azienda e non parliamone mai più

  • Per anni è stata un serbatoio di voti ed è stata riempita di amici, familiari, compari e nullafacenti, ora che lo stato ( noi) non possiamo più metterci i soliti miliardi perché sarebbe aiuto di stato e quindi illegale i nodi verranno al pettine. Per arrivare al pareggio di bilancio o risparmi il 95% degli stipendi, impossibile, o riempie gli aerei con un +400% di posti venduti, ancora più impossibile. L'unica cosa da fare è ammettere il fallimento totale del piano industriale perché non c'è alcun piano industriale. Chiudere e riaprire da low cost e preparare un piano per diventare internazionale nel prossimo decennio. Se all'epoca fosse stata venduta ad Air France avremmo risparmiato una decina di miliardi e tutti i licenziamenti che fra pochi mesi diventeranno una tragica realtà . Complimenti

  • Quando un'azienda è costretta a licenziare dipendenti per ridimensionarsi non è mai una bella cosa, ma cosa possiamo farci? Tra l'altro, aiutare con soldi pubblici un'azienda privata sarebbe anche sleale nei confronti di tutti gli altri competitor.

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