Kfc, a Roma Est apre il tempio del pollo fritto

Il famoso fast food americano ha aperto il suo primo punto vendita in Italia. Resta la vertenza con i 65 lavoratori, che a maggio scorso sono stati licenziati dal gruppo Pam Panorama

Kfc c'è. Finalmente dicono i tanti suoi fan. Doveva aprire a settembre, ma tutto fu poi rimandato. Da oggi però il famoso marchio americano ha ufficialmente aperto i battenti a Roma Est, all'interno degli spazi del centro commerciale. Tanta l'attesa per il fast food del pollo fritto più noto del pianeta, che alla fine è arrivato davvero, con il suo primo punto vendita italiano. Resta la vertenza con i 65 lavoratori, che a maggio scorso sono stati licenziati dal gruppo Pam Panorama, che nel centro commerciale aveva diversi punti di ristoro. E che, sembra certo ormai, non verranno riassunti nel nuovo fast food. 

"Questa mattina gli americani del pollo fritto del Colonnello Sanders sono sbarcati ufficialmente a Roma. Alle 10, infatti, si sono aperte le porte presso il Centro Commerciale Roma Est del Kentucky Fried Chicken. Oltre ai polli, però, nell'olio bollente sono finiti anche i lavoratori. Nel loro fast food, infatti, ci dovrebbero essere solo giovani con contratti probabilmente precari, altri curricula non sono stati esaminati". Così in una nota in sindacato Flaica. 

"Ancora una volta miopia delle istituzioni e logiche iperliberiste rischiano di lasciare per strada i lavoratori e nella disperazione le loro famiglie", denuncia la Flaica che questa mattina ha organizzato un volantinaggio davanti al Centro Commerciale Roma Est per spiegare agli utenti la situazione: Negli ultimi mesi nel grande ipermercato hanno chiuso ben sette ristoranti e 65 lavoratori sono stati licenziati. 

Per la Confederazione unitaria di base è essenziale che questi lavoratori non vengano lasciati soli e che si riparta da loro per le nuove occupazioni: "Chiediamo che tutti gli imprenditori che vorranno investire nel centro commerciale- spiega Giancarlo Desiderati, segretario Flaica- siano almeno obbligati ad esaminare i curricula dei lavoratori licenziatì. Una richiesta di civiltà a cui non si è voluto rispondere positivamente, come se il mercato del lavoro fosse un fast food dei diritti. Il gruppo americano- a differenza delle aperture mostrate da altri imprenditori del Centro Commerciale - ha subito escluso di poter prendere anche solo in considerazione l'assunzione di parte dei 65 ex lavoratori dei ristoranti di Roma Est. 'In barba all'esperienza maturata e delle agevolazioni fiscali per l'impiego di lavoratori in mobilità, il Kentucky Fried Chicken sembra volere per la sua catena solo ragazzi giovani a cui probabilmente fare contratti iperprecari. Una scelta che ci appare sconcertante e che ci auguriamo possa essere ripensatà", chiosa Giancarlo Desiderati.

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