Calde d'estate e fredde d'inverno: a Roma neanche le costruzioni recenti sono da classe A

La verifica sulla qualità del patrimonio edilizio italiano boccia scuole ed edifici di recente costruzione. "Regione approvi subito normativa su edilizia sostenibile, risparmio ed efficienza energetica"

Alcune nuove costruzioni non passano l'esame di "Tutti in classe A". L'indagine con cui Legambiente verifica la qualità del patrimonio edilizio italiano ha, infatti, bocciato due edifici dell'Eur e della Bufalotta, costruiti rispettivamente nel 2009 e 2004. Le strutture non rispettano i criteri di efficienza energetica e mostrano, nelle termografie, evidenti fuoriuscite di calore (dall'interno verso l'esterno) che hanno conseguenze in termini economici, di comfort e di impatto ambientale. Esiti positivi si hanno invece a Monterotondo, grazie alla sperimentazione bioclimatica di diciotto alloggi di edilizia residenziale pubblica in classe energetica A+. Anche in via delle Vigne Nuove a Roma, la riqualificazione di un complesso residenziale ha mostrato evidenti vantaggi.

I risultati delle indagini tornano negativi passando dai singoli edifici ai quartieri. A 'Parco Leonardo' a Fiumicino, Legambiente ha trovato discontinuità nell'andamento delle temperature, oltre alla presenza di caloriferi sotto le finestre. Una scarsa attenzione alle prestazioni energetiche di isolamento è stata riscontrata anche nel quartiere Talenti, in un complesso residenziale privato costruito dell'architetto Paolo Portoghesi.

Non si salvano nemmeno gli edifici pubblici. In particolare una scuola in Via Mascagni a Roma e una a Santa Maria delle Mole nel Comune di Marino (Rm) mostrano numerose lacune sulle performance di efficienza energetica. E in tutto la regione, come rilevato nei mesi scorsi da Ecosistema Scuola di Legambiente, soltanto il 14% degli edifici scolastici possiede un impianto di energie rinnovabili.

Di conseguenza nel Lazio, "serve subito una normativa che punti sull'edilizia sostenibile, su risparmio ed efficienza energetica, l'unico sbocco per migliaia di lavoratori del settore edile che oggi non può più puntare su nuove inutili costruzioni quanto piuttosto sulla riqualificazione e manutenzione", afferma il Presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati, "Nella nostra Regione è debole la normativa su rendimento ed efficienza degli edifici, mancano obblighi e limiti, così come per lo strumento di certificazione energetica, che non può decollare se non prevede anche controlli e sanzioni. Serve una strategia regionale su queste materia, un programma concreto per il risparmio energetico e idrico e per l'uso di materiali innovativi, linee guida per i regolamenti edilizi comunali, criteri regionali per la certificazione degli edifici, la riqualificazione urbana e l’individuazione di interventi del patrimonio pubblico e privato da finanziare e realizzare. Una via da imboccare subito, anche in vista del nuovo piano energetico che dovrà essere approvato e per sfruttare i fondi europei della nuova programmazione 2014-2020, che sulla base della Direttiva europea 2012/27, prevedono impegni chiari e vincolanti per fare dell'efficienza energetica la chiave per una riqualificazione diffusa e ambiziosa del patrimonio edilizio”.

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