"Il pane a chi serve": le Acli in strada contro lo spreco

Flashmob delle Acli in via del Corso oggi per presentare il progetto attivo in 4 Municipi. Presenti i fornai del centro con il pane invenduto di ieri. Emiliano Monteverde (assessore alle Politiche Sociali del I Municipi): "Vogliamo allargare la partecipazione ai supermercati"

Pane avanzato dal giorno prima ridistribuito alle fasce meno abbienti della popolazione. Perché a Roma ogni settimana i banchi dei fornai buttano via 20 tonnellate di pane, ancora buono, mentre quasi il 10% della popolazione vive sotto la soglia di povertà o non riesce a mangiare in maniera adeguata.

Su questa base, nasce il progetto delle Acli romane "Il pane a chi serve". Una raccolta delle eccedenze di pane dei fornai, che viene ridistribuito alle fasce meno abbienti della popolazione grazie alle oltre 60 associazioni che si occupano di lotta alla povertà.

Per diffonderlo, le Acli hanno organizzato un flashmob oggi in via del Corso, dalle 11 alle 14 circa. Dietro un televisore di cartone, alcuni attori e un coro di tre voci hanno inscenato stralci di opere teatrali, citazioni cinematografiche e letterarie, tutte sul tema del pane e della solidarietà, leggendo i numeri dello spreco. Alla fine dello spettacolo, i fornai del Municipio I hanno portato in strada ceste di pane avanzato da ieri, ancora buono, ma destinato a essere sprecato; lo stesso che poi le associazioni sono incaricate di ridistribuire alle mense sociali. In questo modo il progetto recupera circa una tonnellata di pane a settimana.

Il progetto, ideato qualche mese fa, è finanziato dalla Regione Lazio e gestito dalle Acli. Si tratta di un recupero del pane avanzato il giorno prima dai banconi dei fornai cittadini, per combattere lo spreco alimentare. Al momento, l'iniziativa è operativa in 4 Municipi romani: I, III, VIII e X, con la partecipazione di oltre 60 associazioni che si occupano di lotta alla povertà e 15 fornai - di cui 7 solo del I Municipio -, tra cui Eataly.

"Roma è una città contraddittoria, perchè, se da un lato quasi il 10% della popolazione capitolina vive sotto la soglia di povertà e può fare un pasto decente solo ogni due giorni, dall'altro, ogni giorno avanzano dai negozi 20 tonnellate di pane", ha precisato Lidia Borzì, presidente delle Acli.

"Si tratta del primo di una serie di quattro spettacoli che porteremo nelle strade dei quattro Municipi coinvolti - ha spiegato ancora Lidia Borzì - Con cui ci poniamo diversi obiettivi: creare una rete di welfare 'dal basso' con le istituzioni e aumentare il numero di forni e le associazioni coinvolti".

"Un progetto come questo permette di creare creare legami di comunità - ha aggiunto l'assessore alle Politiche Sociali del I Municipio Emiliano Monteverde - E' utile anche ai fornai per smaltire l'invenduto. Puntiamo quindi a recuperare lo spreco, combattere la povertà e creare delle reti sul territorio, senza fare assistenzialismo, ma costruendo un welfare dal basso. Da adesso, il prossimo obiettivo è estendere il progetto alla partecipazione della grande distribuzione, che ha il quantitativo maggiore di pane invenduto". Perché, come ha aggiunto ancora Borzì, "le logiche di mercato prevedono che il reparto del pane dei supermercati sia pieno fino all'ora di chiusura, e questo porta a lasciare il pane invenduto".

"Questo progetto rappresenta in pieno la nostra idea che le politiche sociali rappresentano uno strumento per la promozione del benessere collettivo, e rappresenta un esempio importante di come la collaborazione tra istituzioni, terzo settore e imprenditori possa dare ottimi risultati, soprattutto su temi come la solidarietà", è stato il commento di Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio.

In conclusione, Lidia Borzì ha spiegato che "l'obiettivo di oggi è porre la cultura a servizio della solidarietà, portandola in strada. Perché la strada è il luogo di incontro dei poveri e quella che connette i vari Municipi romani".

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