Il fenomeno social de #ilpaccodagiu legato all'emigrazione

Se c’è una lezione che tutti abbiamo egregiamente compreso frequentando i social network è che queste piazze virtuali hanno il potere di veicolare e diffondere tendenze, lanciare mode, trasformare anche le più serie problematiche comuni in qualcosa di virale e divertente. Un esempio lampante è quello de #ilpaccodagiù, un fenomeno le cui origini sono più serie di quanto si pensi ma che è diventato un vero e proprio trend sui social

Per chi non lo sapesse, il pacco da giù non è altro che una pratica diffusa all’interno dei focolari domestici del Centro-Sud, consistente nella preparazione periodica di una pacco contenente beni di necessità da inviare a familiari i quali, per forza maggiore e istinto di sopravvivenza, hanno dovuto necessariamente emigrare verso il Nord o, addirittura, verso territori europei più lontani, per poter compiere un percorso formativo di qualità o intraprendere una carriera lavorativa che gli permetta di garantirsi un salario dignitoso.

Grazie ai social network si è riusciti a trovare un modo per esorcizzare questa situazione di per se difficile, ironizzando ed enfatizzando le tendenze tipiche della popolazione del sud Italia, da sempre famosa per l’estrema importanza conferita al buon cibo e l’eccessiva apprensione verso gli altri membri della famiglia, facendo emergere l’alta carica emotiva che questa pratica possiede.

E così che qualcuno ha ben pensato di approfittarne per dare vita ad un trend virale attraverso la realizzazione di veri e propri storytelling sul #paccodagiù che raccontano con ironia e divertimento le varie fasi di preparazione di questa magic box, permettendo ai numerosissimi utenti che si riconoscono nelle divertenti vicende raccontate, di creare un flusso di ritorno davvero consistente. Miriadi di post e stories con tanto di hashtag in cui mittenti e destinatari documentano i vari step del pacco da giù, dalla preparazione all’arrivo, hanno invaso la rete virtuale coinvolgendo davvero tutti: dai comici più acclamati agli emigrati, fino ai veri protagonisti di questo fenomeno ormai irreversibile: gli spedizionieri.

Già, perché oltre alla famiglia e all’emigrato, esistono dei terzi soggetti protagonisti di questa storia tutta italiana, ovvero le compagnie di trasporto.

Sono moltissime le aziende di spedizioni che hanno preso a cuore la storia del #paccodagiù realizzando dei servizi specifici per questo tipo di spedizione.

Tra queste, per esempio, SpedireAdesso.com, un noto portale di spedizioni online italiano, nato quasi un decennio fa proprio dall’idea di un emigrato al Nord che ha voluto creare un ponte tra tutti gli utenti che si trovano nella condizione di fuori sede e il loro luogo d’origine attraverso dei servizi di spedizione speciali che consentono di spedire in modo semplice ed economico alimenti, abbigliamento e tutti quei beni dei quali un emigrato può aver bisogno lontano da casa.

Il fenomeno virale del pacco da giù è riuscito a diffondersi rapidamente e suscitare grande attenzione da parte degli utenti sui principali mass media in quanto, realmente, rappresenta un argomento che purtroppo interessa gran parte della popolazione italiana, che si trova in queste tristi condizioni sociali e ha trovato un modo per rendere più accettabile una situazione in realtà critica.

Nonostante la premessa fatta, infatti, non crediamo sia stato davvero necessario spiegarvi di cosa stiamo parlando poiché siamo certi che conosciate bene l’argomento. In ogni famiglia dell’Italia del Centro Sud, compreso il Lazio e la provincia di Roma, è presente almeno un membro, che sia un cugino, un figlio, uno zio o, semplicemente, un amico, che vive la condizione sociale di emigrato. A confermarlo sono proprio i dati sull’emigrazione che forniscono numeri davvero allarmanti: oltre 318.000 solo gli espatriati nella provincia di Roma negli ultimi anni.

Quando ci permettiamo di definire il fenomeno “serio” è perché ci riferiamo proprio alle circostanze, agli stati d’animo, alle difficili scelte che ne stanno alla base. La famiglia che prepara il pacco da giù, e chi lo riceve, si trovano in realtà in una situazione estrema in cui non è stato possibile intravedere altra scelta se non quella dell’allontanamento dalla propria famiglia e dal proprio territorio, per riuscire a sopravvivere in questa Italia sempre più devastata da politiche distorte che non pongono affatto alla base dei propri obiettivi i reali bisogni della popolazione.

In questo scenario, il pacco da giù si configura quindi come qualcosa di più di un semplice pacco. Non si tratta, infatti, solo della preparazione di una normale spedizione. Il suo contenuto è quasi sempre principalmente di tipo alimentare. Cosa c’è di meglio dei biscotti della mamma o delle conserve della nonna? Per questo il pacco da giù è dedizione. È affetto. È preoccupazione. E’ amore per la propria terra e le proprie radici. Sia per chi lo prepara che per chi lo riceve. E’ un mezzo per accorciare le distanze e sentirsi sempre vicino ai propri affetti.

E se creare un trend sui social e ridere su di una situazione fondamentalmente seria come questa può servire a chi ci si ritrova dentro ad avere più coraggio comprendendo che, in fondo, non è il solo, trovando conforto negli altri “come lui”, allora possiamo affermare che i social network, tra le altre cose, rappresentano un ottimo strumento sociale che fornisce positivamente supporto agli utenti.

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