Autostrade, il 18% dei romani non sa cosa sia il tutor

Secondo una ricerca del Centro Studi e Documentazione Direct Line quasi un romano su cinque (18%) non sa che cosa sia il tutor

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Secondo i dati raccolti dal Centro Studi e Documentazione Direct Line, quasi un romano su cinque (18%) non sa che cosa sia il tutor. Nonostante sia in vigore dal 2005 su 4 tratti della rete autostradale nazionale, alcuni intervistati, alla domanda “cos’è il tutor?” hanno risposto: una nuova figura professionale presente nelle aree di sosta per dare supporto agli automobilisti (5%) o una frequenza radio che trasmette informazioni utili a chi transita in autostrada (6%). Curiosamente poi ben il 7% dei romani crede che il tutor sia il casellante. Nonostante queste bizzarre definizioni, c’è per fortuna un notevole numero di cittadini di Roma (82%) che sa che il tutor è un sistema per monitorare la velocità media sostenuta dalle automobili in un determinato tratto autostradale.  

L’indagine di Direct Line, compagnia di assicurazione auto on line, offre anche uno spaccato territoriale da cui si evince che coloro che conoscono meglio le funzioni del tutor sono bolognesi (96%), milanesi (88%), torinesi (86%) e bresciani (84%). Meno aggiornati sono i cittadini di Palermo (65%). Infine il 24% dei cagliaritani crede che il tutor sia una frequenza radio che trasmette informazioni a chi guida in autostrada.  

“Direct Line promuove da sempre la cultura della sicurezza stradale e del rispetto delle regole alla guida. Siamo certi che per molte persone, le regole introdotte in questi anni e la paura di sanzioni hanno giocato in modo positivo sulle abitudini e sulla condotta di guida, ma non bisogna mai abbassare la guardia. - dichiara Barbara Panzeri, Marketing Director Direct Line –. Attualmente il controllo della velocità tramite Tutor, attivo su circa 2.500 km di carreggiate, ha permesso di registrare una significativa riduzione della velocità media e della velocità di picco, determinando anche una netta diminuzione dell'incidentalità e delle conseguenze alle persone. Pensiamo che sia importante continuare a diffondere la cultura della sicurezza stradale e il rispetto delle regole, perché la sicurezza deve essere un impegno di tutti.”  

Il Sicve (sistema informativo per il controllo della velocità), detto anche Safety Tutor, è un dispositivo, sviluppato da autostrade per l’Italia e polizia stradale - brevettato dalla prima e gestito dalla seconda -, che viene solitamente classificato come autovelox, ma, pur rilevando gli eccessi di velocità, si distingue nettamente dai classici autovelox per un motivo: esso rileva principalmente la velocità media dei veicoli. Attualmente è utilizzato in larga parte in Italia sulle autostrade. Un sistema Sicve occupa un tratto autostradale dai 15 ai 20 km. Il veicolo in transito nel SICVE viene inizialmente fotografato (con data e ora) da apposite fotocamere installate su un pannello messaggi, e nel suo transito trasporta una carica magnetica attraverso due conduttori annegati sotto l’asfalto.

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