Guardie giurate in cima al Colosseo per difendere il posto di lavoro

I lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe protestano contro la riforma che comporterebbe la perdita, per 300 di loro, dello status di dipendenti pubblici. Aperto un tavolo in prefettura. Tutti gli aggiornamenti sulla protesta

Da cinque giorni sono in cima al Colosseo. Li hanno ribattezzati i “Gladiatori” perchè, come gli antichi combattenti romani, combattono con le unghie e con i denti per difendere il loro posto di lavoro. Parliamo di sette guardie giurate dell'istituto di vigilanza Urbe di Roma saliti sul terzo anello del Colosseo per denunciare quanto sta accadendo nel proprio istituto di vigilanza.

I MOTIVI DELLA PROTESTA
L'Istituto di Vigilanza Urbe ha subito di recente una riforma che prevede in sostanza lo scorporo dall'Associazione nazionale combattenti e reduci. L'istituto di vigilanza prima della riforma contava 943 dipendenti che con la riforma sono passati dalle dipendenze pubbliche a quelle private. L'istituto infatti è stato ceduto ad un soggetto privato.

Di questi 943 dipendenti 650 hanno il posto assicurato a tempo indeterminato, mentre per 300 c'è ancora incertezza sullo status contrattuale con cui verranno assunti.

GLI AGGIORNAMENTI

18 agosto ORE 14.20 – GLADIATORE SCESO: “RESPIRO A FATICA”
“Mi sento in condizioni precarie”. A parlare è la guardia giurata scesa questa mattina dal terzo anello del Colosseo che spiega: “Mi terranno in osservazione fino alle 22 di questa sera, salvo complicazioni.Ho sentito al telefono i miei colleghi, ormai dei fratelli, che sono ancora lassù: sono contenti che io mi stia curando, ma quella di stamattina è stata una decisione sofferta e difficile. Loro comunque non mollano".


18 agosto ORE 12.00 – ASSESSORE BORDONI: “CLIMA INCANDESCENTE”
“Il clima che si respira in Prefettura è incandescente: ancora non si é entrati nel merito della vicenda delle guardie giurate perché ci sono stati attriti tra le sigle sindacali presenti al tavolo: l'Rdb avrebbe voluto che la trattativa si svolgesse su due tavoli separati, così come avvenuto fino ad oggi". Lo ha affermato l'assessore al Commercio del Comune di Roma, Davide Bordoni, lasciando Palazzo Valentini per un altro impegno istituzionale.

18 agosto ORE 11.00 – INCONTRO IN PREFETTURA
E' iniziata alle 11 la riunione in Prefettura. “Vogliamo sottolineare che per noi non è uno show, ma è la disperazione”, ha spiegato il dirigente sindacale Rdb Marco Lucarelli. All'incontro in prefettura parteciperanno Regione, Provincia e Comune.

18 agosto ORE 10.15 – MALORE PER UN VIGILANTE IN PIAZZA
Un'ambulanza è dovuta intervenire per soccorrere uno dei circa 100 vigilantes che hanno assistito, sotto il sole, alla discesa di uno dei loro colleghi dal Colosseo. L'uomo si è accasciato al suolo nel corso della conferenza stampa dei leader sindacali.

18 agosto ORE 9.00 – SCENDE UNO DEI GLADIATORI
Come promesso ieri sera una delle guardie giurate sul Colosseo è scesa. L'uomo, maglietta rossa e pantaloni militari, ha prima abbracciato in lacrime la moglie e il figlio; poi, caricato su una barella, è salito su un'ambulanza diretta all'ospedale San Giovanni.

Queste le sue dichiarazioni: “Ho fatto 32 anni di vigilanza, sono stato sempre dalla parte della legge, ma mi hanno portato a violare il più bel monumento di Roma. Ma prima di andare abbiamo ripulito tutto, trattando con il dovuto rispetto il Colosseo".

17 agosto – INCONTRO IN CAMPIDOGLIO
Ieri in Campidoglio c'è stato un incontro tra l'assessore Bordoni e i dipendenti. Presente all'incontro anche l'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi. Il Comune ha ribadito che "la questione degli ex lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe è nelle mani del Governo", ad affermarlo l' assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi.

Il Comune vuole fornire ai lavoratori in protesta: "Anche se dal punto di vista tecnico non siamo noi gli interlocutori, ci siamo attivati per ascoltare questi lavoratori romani e siamo al loro fianco come autorevoli portavoce con le istituzioni" hanno detto il vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo e l'assessore al commercio, Davide Bordoni, chiedendo allo stesso tempo di scendere il prima possibile.

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