Croce Rossa: eletto Flavio Ronzi Presidente per altri 4 anni

Il neo presidente: "Sognare le Olimpiadi a Roma significa anche sognare Olimpiadi della solidarietà"

Alle elezioni di domenica scorsa, 28 febbraio 2016, è stato confermato per altri quattro anni alla guida della Croce Rossa di Roma, il Presidente uscente Flavio Ronzi, 33 anni, volontario della CRI sin da quando aveva 15 anni, Ronzi ha operato anche all’estero per la Federazione Internazionale di Croce Rossa ed è attualmente manager presso un ospedale privato romano. Con lui eletto anche il consiglio direttivo, composto da quatto membri, di cui una consigliera giovane.

“Sento la responsabilità di questa riconferma a Presidente di Croce Rossa di Roma – dice Flavio Ronzi - con la prospettiva di questi altri quattro anni di lavoro perché il nostro welfare ha bisogno di sempre maggiore visione e energie. Il nostro impegno sarà di potenziare la nostra rete territoriale, per far crescere il piccolo esercito dei 7mila volontari che ogni giorno combattono con amore e capacità le nostre battaglie di Umanità. Le persone senza dimora o le famiglie in difficoltà economica che assistiamo, fenomeno che riguarda, anche, sempre più italiani, hanno bisogno di sforzi coordinati e congiunti, così come è necessario rafforzare la collaborazione con altre realtà associative per creare una RETE di protezione per chi può cadere. 

Abbiamo dimostrato che una rete di solidarietà forte funziona, come nell’accoglienza dei migranti. Un fenomeno che senza la rete del volontariato avrebbe trovato la città impreparata.  Croce Rossa a Roma significa stare a fianco dei cittadini e a fianco delle istituzioni nell’affrontare i bisogni di chi spesso vive situazioni di marginalità, di solitudine, di disagio. Sentiamo forte la responsabilità di essere pronti e attrezzati per fare la nostra parte negli eventi più importanti della città, dal Giubileo alle emergenze, all’assistenza sanitaria. 

Sono convinto che la solidarietà possa essere non solo un gesto di altruismo ma una delle basi per una politica che renda protagonisti gli ultimi. Le povertà, il disagio sociale, la solitudine – si pensi ad esempio a molti anziani – l’immigrazione, i giovani, non sono un problema da affrontare ma attori di un cambiamento positivo delle politiche sociali e delle scelte economiche. Vivere il sociale dalla parte dei “dimenticati” può e deve essere perno di buone politiche anche economiche. 

Se vogliamo sognare le Olimpiadi a Roma, dobbiamo saper sognare anche di dare un tetto a chi vive per strada, a chi ha perso il lavoro, a chi cerca cittadinanza.Se vogliamo, significa sognare anche Olimpiadi della solidarietà. Penso che il futuro di Roma sia nel renderla una capitale europea che non lasci nessuno solo, che non lasci nessuno ai margini. E, in questo, Croce Rossa è pronta a continuare a dare il suo contributo”, conclude Ronzi. 

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