Roma nel 2030: dai trasporti alle scuole cosa servirà alla Capitale fra un decennio

3200 classi in più, 5000 posti letto negli ospedali, 435mila abitazioni, ecco i fabbisogni dei romani del futuro in uno studio firmato Federmanager: "Per Roma urge un progetto a lungo termine"

Foto Ansa

La popolazione cittadina, nei prossimi dieci anni, crescerà di circa 300mila abitanti. Non un incremento così rilevante ma certo sufficiente da richiedere una risposta in termini di nuovi servizi. Mobilità, scuola, abitazioni, sanità, tessuto produttivo. Come sarà Roma nel 2030 ma soprattutto, stante la crisi odierna, in quali condizioni ci arriverà e sarà in grado di far fronte alle istanze della cittadinanza? Alla domanda prova a rispondere Federmanager Roma, con il contributo dell'università La Sapienza, tramite il dossier dal titolo: "Prospettive di Roma Capitale". Ventiquattro pagine fitte di dati per raccontare la Roma del futuro. Vediamone i principali.

Quanti saranno i romani

La popolazione della Capitale d'Italia, al 2030, non subirà incrementi considerevoli se si pensa che la previsione parla di una crescita non più ampia di 300.000 cittadini. L’aumento, si legge nel rapporto, è ascrivibile soprattutto all'arrivo di popolazione straniera che passerà dagli attuali 540mila registrati a circa 650mila. In tutto questo la ricerca sottolinea il peso importante dell'hinterland, nel quale si registrerà una percentuale del 33% della popolazione residente rispetto all'intera area metropolitana.

I posti letto negli ospedali

Il primo problema riguarderà i servizi sanitari. I posti letto non basteranno. A oggi si registra innanzitutto una forte disparità tra Roma capoluogo, dove si contano circa 4,9 posti letto ogni mille abitanti, e l'hinterland della provincia, dove se ne contano meno della metà, 2 ogni mille cittadini. Nell'intera area invece la media è di 3,9. Per riequilibrare parzialmente al 2030 quindi l'incremento di disponibilità dovrebbe attestarsi a 3.250 posti letto per Roma capoluogo e 5.000 nell'hinterland. 

Trasporto pubblico: quale futuro? 

Nell'area metropolitana di Roma, oggi, si spostano giornalmente 2 milioni di soggetti, il 51% circa della popolazione, un valore in crescita stimato nel 2030 a 2,4 milioni. Guardando invece il dato del numero di spostamenti al giorno si tocca quota 7,4 milioni. Nel 2030 saranno 9 milioni. E in parallelo cresceranno gli ingressi a Roma dall'area della provincia , oggi 700mila, stimati nel 2030 in 850mila. Il che significa che o la rete del trasporto pubblico verrà risanata e profondamente trasformata o i disservizi per la popolazione saranno ancora più gravosi di quelli già registrati oggi. Senza contare l'aumento di mezzi privati in circolazione con impatti pesanti sui livelli di inquinamento. 

Il fabbisogno abitativo

Negli anni passati, si legge nel rapport, le costruzioni sono cresciute a un tasso superiore all’incremento della popolazione e, soprattutto, delle famiglie. E' infatti in aumento la popolazione cosiddetta "monofamiliare", come  dimostra il progressivo decremento dell'indice di affollamento dallo 0,82% nel 1981 allo 0,57 nel 2011. Il patrimonio abitativo, attualmente, è costituito da case di 4 vani. Al 2030 si stima un fabbisogno aggiuntivo di 1.7 milioni di vani per un totale di circa 435mila abitazioni, ma di diversa composizione rispetto a quelle attuali. 

Scuola: serviranno più di 3mila nuove aule

La popolazione in età scolare oggi, a Roma e provincia, è composta da 652mila 600 unità. Oggi gli alunni iscritti risultano attuali 554.500 (15% i non iscritti) che, si prevede, passeranno a 630.000 nel 2030. L’indice di affollamento attuale è di 21 allievi per aula. Con lo stesso standard si presenta la necessità, al 2030, di disporre di 3.200 aule aggiuntive. L’incremento maggiore si registrerà nelle classi per l’infanzia e nel primo ciclo (elementari).

Economia e tessuto produttivo 

La struttura dell'economia romana risulta fortemente terziarizzata. L’85% del valore aggiunto (misura che in economia indica l'incremento in termini di produzione di beni e servizi a partire da risorse primarie) deriva dai settori del Commercio e dei Servizi (compreso il Turismo). Solo il 10% deriva da quello dell'industria in senso proprio. La struttura produttiva, è denunciato nel dossier, è polverizzata. Il 96% delle imprese conta meno di 9 addetti. Bassa la produttività. Il valore aggiunto per occupato è sceso dal 2007 al 2016 (ultimo dato disponibile) da 87.700 euro per addetto a 74.400. Per intercettare una ripresa si calcola necessario, al 2030, produrre un valore aggiunto pari a 166 milioni e spingere la produttività, per occupato, verso quota 80.300 euro.

Una sfida che oggi, data la crisi denunciata dalla stessa Federmanager, sembra quasi impossibile. "Richiamiamo le istituzioni a un'assunzione di responsabilità che sani il ritardo in cui è finita la Capitale su tutti gli indicatori principali - ha dichiarato il presidente Federmanager Stefano Cuzzilla - la qualità della vita, innanzitutto, ma anche la produttività dell'area metropolitana che dal 2008 a oggi ha perso oltre il 10% del valore aggiunto. Se Roma smarrisce la sua capacità attrattiva, ne risente tutta l’Italia. Ecco perché oggi presentiamo un rapporto che guarda ai prossimi dieci anni e ci mettiamo a disposizione di tutti gli stakeholder che intendono costruire con i fatti il futuro di questa città".
 

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