Federalimentare sulla Giornata nazionale contro lo spreco alimentare

Vacondio: “Combattere gli sprechi alimentari è una delle sfide del futuro. E si vince solo insieme”

"La sostenibilità ambientale è una sfida mondiale nella quale ognuno deva fare la sua parte, industria alimentare compresa", afferma Ivano Vacondio alla vigilia della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare del 5 febbraio. 

Secondo i dati FAO, nel 2050, per sfamare una popolazione mondiale che conterà 9 miliardi di persone sarà necessario produrre il 70% in più di alimenti, consumare l’11% in più di acqua per usi agricoli e coltivare 20 milioni di ettari di terra in più. Tre sfide che l’industria alimentare vuole fronteggiare in maniera virtuosa: valorizzando la materia prima agricola durante il processo di trasformazione, reindirizzando le eccedenze, tentando di evitare le perdite alimentari durante i processi di trasformazione e individuando soluzioni per rendere efficiente al massimo la produzione. 

Buone pratiche che servono per contrastare sprechi alimentari tutt’altro che marginali: ogni anno nel nostro Paese circa 5,1 mil/tonn di cibo diventa spreco alimentare, cioè il 15,4% degli alimenti annualmente consumati, per un costo di 12,6 mld/€ all’anno.

“A fronte di numeri tanto grandi, l’industria alimentare, pur pesando solo per il 3% sugli sprechi imputabili alla filiera produttiva, ha messo in campo azioni volte all’efficienza energetica e idrica (che permettono di ridurre le emissioni di gas serra anche grazie alla diffusione di tecnologie d’avanguardia), al pieno sfruttamento delle materie agricole, all’ottimizzazione del packaging e alla corretta gestione degli imballaggi post-uso e, infine, alla prevenzione degli sprechi e alla promozione per il consumo sostenibile”. In questo contesto è nato Life.FoodWasteStandUp, il progetto di filiera promosso da Federalimentare (capofila), Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare e Unione Nazionale Consumatori, che si propone di informare e sensibilizzare tutta la filiera e in particolare i consumatori, che rappresentano per il 47% una fonte di spreco alimentare. 

“Prevenzione e best practices - continua Vacondio - hanno bisogno di una mano anche da parte della politica: un ambiente giuridico favorevole e conforme al quadre UE che agevoli le azioni di prevenzione e politiche basate su incentivi e non su obiettivi vincolanti e sanzionatori sono fondamentali. La sfida del futuro ha bisogno dell’impegno di tutti”.

 
 

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