Farmers Market: la vendita diretta conquista la Capitale

I Gruppi di Acquisto Solidale: “Per Roma non è una novità. Da tempo ci sono gruppi di acquisto spontanei di cittadini. Per risparmiare e per avere un rapporto diretto con gli agricoltori”

Il pranzo di Natale ai tempi della crisi è un cruccio? I romani rispondono con il successo del primo mercato per l'acquisto diretto dagli agricoltori, il cosiddetto farmers’ market, organizzato dall’Amministrazione comunale. Sono stati infatti migliaia, secondo il Comune, i cittadini che tra sabato e domenica hanno visitato gli stand allestiti dalle varie imprese agricole locali negli spazi dell’ex mattatoio, a Ponte Testaccio.

Secondo il Rapporto sugli acquisti dei prodotti alimentari direttamente dalle imprese agricole, realizzato da Coldiretti/Agri2000, il 52% degli italiani ha acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo. Si tratterebbe della forma di distribuzione commerciale che ha registrato la maggiore crescita nel 2008, battendo nell'alimentare negozi (-1,3%) e ipermercati (+1,8%) grazie a un incremento dell'8% del valore delle vendite, per un totale stimato in 2,7 miliardi di euro.

 “Desidero ringraziare vivamente le Organizzazioni agricole Confagricoltura, Coldiretti, e Cia, l’Aiab e  Slow food, nonché a tutti gli operatori intervenuti alla manifestazione”, ha dichiarato il Consigliere del Pdl Pietro Di Paolo, delegato del Sindaco alle Politiche agricole del Comune di Roma. “Il prossimo appuntamento è previsto nei primi mesi del 2009 con la prima struttura permanente che sarà settimanalmente dedicata in esclusiva al Farmers’ Market della Capitale”.

L’acquisto diretto, soprattutto per la Capitale, non è una novità. Da qualche anno, hanno cominciato a formarsi gruppi spontanei di cittadini per usufruire dell’acquisto diretto. “I G.A.S. si formano in maniera spontanea” – racconta Silvia, residente nel quartiere del Quadraro e che da ormai un anno partecipa a questa “spesa alternativa”. “E se un cittadino non trova un Gruppo nel proprio quartiere, può decidere di organizzarlo, comunicandone semplicemente la nascita attraverso il sito di coordinamento nazionale dei Gruppi di Acquisto Solidale (www.retegas.org)

“Una volta al mese si tiene una riunione regionale – prosegue Silvia – che si limita a indicare le linee guida dell’attività. Tutto il resto è spontaneo: sia la partecipazione dei cittadini che quella dei produttori”.

“Il bello del progetto – confermano dal Gass Torpignattara, in Vicolo di Villa Berta – è la spontaneità, unita al rapporto diretto e fiduciario con i produttori e all’essere senza bandiere e appartenenze. Come emerso dall’ultima riunione di domenica – proseguono – siamo invece un po’ scettici su quanto sta accadendo su questa scia: ora i Comunisti italiani e Rifondazione si sono inventati i GAP…”. Si tratta dei Gruppi di Acquisto Popolare (ma il nome strizza l’occhio ai Gruppi di Azione Patriottica, che vogliono estendere e applicare la filiera corta a beni di prima necessità come pasta e olio. “Il progetto, però, ha sapore populista: far acquistare le cose a costo minore. Noi puntiamo, invece, al rapporto diretto e alla fiducia nel produttore” concludono dal Quadraro.

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