Coronavirus, il grido d'aiuto di alberghi e imprese: allo studio il rinvio della Tari e delle tasse sui tavolini

Prenotazioni cancellate e locali vuoti, l'allarme dell'economia romana e le misure valutate dal Campidoglio per dare fiato al settore produttivo

Immagine d'archivio (Ansa)

Blocco della Tari fino al 31 luglio e stop ai pagamenti del canone per l'occupazione di suolo pubblico, oltre a una trattenuta di parte della tassa di soggiorno per gli albergatori. Sono le misure allo studio del Campidoglio per venire incontro ai pesanti danni economici subiti dalle imprese per il Coronavirus. 

Solo gli alberghi hanno lamentato oltre il 50% di cancellazioni negli hotel per il mese di marzo secondo i dati fatti circolare dalle associazioni di categoria. E se è vero che l'emergenza a livello economico è certamente nazionale e venire incontro alle richieste con il solo bilancio capitolino non è operazione semplice, albergatori, ristoratori, esercenti di Roma si rivolgono al loro Comune di riferimento pretendendo tutele appropriate. 

Quarto caso positivo nel Lazio

Ieri il tema è stato toccato durante una commissione Commercio in via del Tritone. La misura sulla quale gli uffici tecnici del Campidoglio sarebbero a lavoro in queste ore sono appunto un posticipo del pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti, e della Cosap, la tassa di occupazione di suolo pubblico che i ristoratori pagano su tavolini e dehors. "Siamo al collasso - ha lamentato il presidente di Fiepet Confesercenti, Claudio Pica - chiediamo alle forze politiche sia di maggioranza che di opposizione di lavorare congiuntamente e dare risposte concrete all'economia romana". 

Tra queste anche un'accelerata sull'approvazione dei cosiddetti Piani di Massima Occupabilità (i Pmo) che regolano il posizionamento dei tavolini esterni ai locali, negli anni ridotti per ragioni di decoro urbano e sicurezza stradale. Un lungo braccio di ferro quello degli esercenti con l'amministrazione pubblica, municipale e comunale. E ora in forza della crisi in corso si torna a battere i pugni sul tavolo. 

"A stretto giro auspichiamo e lavoreremo proattivamente per dare presto buone notizie alle imprese del centro storico a riprova della sensibilità e della nostra capacità di risposta ai cittadini" ha dichiarato ieri il presidente della commissione Commercio Andrea Coia. "Il primo passo è la delibera per la modifica del regolamento uffici e servizi che la giunta dovrà elaborare a tempo di record per salvare quante più attività commerciali da una crisi profonda". 

Rispetto alle misure annunciate di Tari e Cosap commenta positivamente Federalberghi Roma. Con qualche richiesta in più. "Chiediamo altre due cose che non costano niente e sono molto importanti: una comunicazione più positiva ed evitare esternazioni di qualche istituzione, intendo chi ha detto che 'è meglio che non vengano da noi' perché poi non possiamo lamentarci che all'estero ci trattino come appestati. Altra cosa preparare un piano di promozione turistica dell'Italia all'estero per essere pronti, e arrivare prima degli altri, quando torneremo in una situazione di normalità".

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Secondo quanto si apprende, a palazzo Senatorio si starebbe ragionando anche di trattenere nelle casse degli albergatori una parte della tassa di soggiorno, normalmente versata subito a Roma Capitale, come da normativa. 

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