Commercio, gli esercenti scrivono a Tronca: "Più attenzione ai mini-market"

Il Presidente dell'A.E.P.E.R. Claudio Pica ha lanciato un appello al commissario: "Basta controlli meticolosi ai pubblici esercizi, nei negozi di vicinato Iva ribassata e liquori anche ai minori"

Una strada del centro di Roma (Immagine di repertorio)

Vendita di liquori fino a tarda notte. Iva 'auto' ribassata. Tariffe per la raccolta dei rifiuti molto più basse. Sui cosiddetti negozi di vicinato, detti anche mini-market, il Presidente dell'A.E.P.E.R./Associazione Esercenti Pubblici Esercizi di Roma Claudio Pica ha lanciato un appello al commissario straordinario capitolino Francesco Paolo Tronca che coordina le attività di controllo degli esercizi pubblici della Capitale: “Giungono in Associazione diverse segnalazioni per quanto riguarda controlli serrati in alcuni pubblici esercizi di Roma, condotti con estrema meticolosità dalle Autorità preposte". Pica si appella a Tronca "affinchè non si continui con questo strabismo di legalità a senso unico". 

La Fiepet Confesercenti, si legge nella nota, ha chiesto a Tronca un incontro per poter esporre tutte le problematiche, inclusa quella dell’occupazione del suolo pubblico, per poter affrontare al meglio la prossima primavera e l’estate. "Sono infatti centinaia i negozi di vicinato o mini-market, dove non si calca la mano con altrettanta solerzia, eppure già come Confesercenti abbiamo lanciato diversi appelli alle Autorità preposte visto che in questi negozi si vendono liquori sino a tarda notte ed anche a minorenni. Inoltre si battono scontrini con l’I.V.A. al 4% su prodotti che dovrebbero averla al 22%, con gravi danni all’erario ma anche mettendo in atto una concorrenza sleale" continua Claudio Pica.

E ancora sulle tariffe dell’Ama "noi esercenti paghiamo tariffe di 38 euro al metro quadro, i mini-market neppure la metà. Abbiamo letto nei mesi scorsi gli appelli di vari intellettuali che lamentavano un certo degrado ed una mancanza di tutela del Centro Storico di Roma, dovuto al proliferare di queste attività. Due giorni fa, i dati di Confesercenti ribadiscono che molti imprenditori preferiscono chiudere e darsi allo street-food visti i costi elevati per tenere aperti in un periodo di crisi. Non credo sia giusto continuare a vessare chi ha un attività come un bar, un ristorante o una gelateria e nel contempo tollerare l’abusivismo e la mancanza di regole. Bene i controlli ma che siano uguali per tutti, questo doppiopesismo sta generando un diffuso malcontento tra gli addetti del nostro settore”

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