Continua la protesta dei lavoratori "gladiatori" sul Colosseo

Sono ormai quattro giorni che le sette guardie giurate dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe sono arrampicate sul Colosseo per chiedere la tutela dei loro posti di lavoro e migliori condizioni contrattuali dopo la vendita dell'ente per cui prestavano servizio. Intanto la magistratura ha aperto un'inchiesta proprio sulle procedure di vendita e il buco nel bilancio dell'ente

E' in corso in questo momento una riunione in Campidoglio tra una delegazione delle guardie giurate e l'assessore comunale al Commercio Davide Bordoni.

Le guardie giurate riunite ai piedi del Colosseo e le sette posizionate sul terzo anello del monumento sono in attesa. Attimi di tensione stamattina verso le 8 quando uno dei 'gladiatori' ha accusato un malore "a causa della disidratazione e dei pasti poco salutari".

In realtà dal comune si ripete che "la questione degli ex lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe è nelle mani del Governo", ad affermarlo l' assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi.

Spiegando che: "La vertenza degli ex lavoratori Urbe è stata già affrontata negli anni scorsi dalle istituzioni locali per poi passare sotto la competenza del Governo che ha gestito la fase di commissariamento individuando un imprenditore che si è fatto carico di assumere tutti i lavoratori. Ma una parte di loro non ha accettato quella soluzione".

La riunione di oggi pomeriggio è dunque un sostegno pratico che il comune vuole fornire ai lacvoratori in protesta: "Anche se dal punto di vista tecnico non siamo noi gli interlocutori, ci siamo attivati per ascoltare questi lavoratori romani e siamo al loro fianco come autorevoli portavoce con le istituzioni" hanno detto il vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo e l'assessore al commercio, Davide Bordoni, chiedendo allo stesso tempo di scendere il prima possibile perchè:  "I gladiatori sono dei lavoratori che non hanno ora motivo di continuare la loro protesta".

Bordoni ha poi affermato che al suo assessorato "sta a cuore il destino di questi lavoratori, e perciò abbiamo messo a disposizione degli psicologi in loro sostegno. Tra gli enti locali c'é concordia - ha concluso - nell'impegnarsi per chiarire questa vicenda".

Aggiornato alle ore 15 e 15 del 17 agosto


Sono ormai quattro le giornate che sette guardie giurate della Ancr-Urbe di Roma stanno trascorrendo sul terzo anello del Colosseo all’altezza di quaranta metri per dire “no” alla cessione a privati dell’ente per cui prestano servizio.

L’avventura dei sette lavoratori dell’Istituto di Vigilanza dell’Urbe, denominati i “Gladiatori” dai loro colleghi, è cominciata lo scorso venerdì 14 agosto intorno alle 17.30, quando un centinaio di lavoratori si sono riuniti sotto il Colosseo per una manifestazione contro i licenziamenti. Subito dopo sette guardie giurate si sono arrampicate fino all'ultimo ordine di arcate del Colosseo, per stendere uno striscione.

Da parte dei lavoratori c'é l'intenzione di non accettare i cambiamenti subiti dall'azienda con 943 dipendenti passata da soggetto pubblico a privato. Di questi circa 650 sono stati già riassunti mentre altre 300 famiglie rischiano di rimanere senza un lavoro. "La federazione romana dell'Associazione nazionale combattenti e reduci) a causa di una sentenza del tribunale fallimentare è stata scorporata dalla Ancr nazionale e dichiarata insolvente - ha spiegato un sindacalista, portavoce dei lavoratori - il ministero ha nominato commissario Lucio Francario il quale a causa di quella sentenza emessa dal giudice Severini ha preso come denominazione dell'ente 'Federazione provinciale Roma dell'Ancr', e come tale l'ha dotata di una partita Iva separandola di fatto dall'ente morale nazionale e vendendola ai privati”.

Per il commissario Lucio Francario "il lavoro c'é per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perché non è mia competenza: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro".

Intanto le istituzioni si sono mobilitate per trovare una soluzione e placare la protesta: l'assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato per stamane alle 11 in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'Istituto.

La Prefettura è pronta ad aprire un tavolo solo se i lavoratori scendono dal monumento, ma per i protestanti a queste condizioni non se ne fa nulla.

Nel frattempo la magistratura, sotto denuncia di alcuni sindacalisti, ha aperto un’inchiesta sull’Associazione nazionale combattenti di cui l'Istituto di Vigilanza Urbe fa parte, per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'Ente che
percepisce, tra l'altro, finanziamenti anche dal Ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio.

La magistratura vuole far luce sulla vendita di alcuni immobili di pregio nel centro storico e l’accertamento di un “buco” di bilancio di 80 milioni di euro.

In ogni caso desta preoccupazione lo stato di salute dei lavoratori, nonostante momenti di tranquillità per il festeggiamento di un anniversario di matrimonio, come ha affermato  il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani che ieri pomeriggio ha visitato, in cima al Colosseo, le sette guardie giurate: "La situazione è molto complessa e grave: ci sono almeno due persone che vivono una fragilità psicologica di estrema gravità. Bisognerebbe pensare a una forma di supporto per loro, perché ho paura che possano commettere gesti gravi".

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