Piazza di Spagna, senza stipendio i restauratori della scalinata: "Pronti allo sciopero"

I sindacati Feneal Uil di Roma, Filca Cisl di Roma, Fillea Cgil di Roma e Lazio hanno indetto lo stato d'agitazione: "Le imprese sono inadempienti, in sostituzione paghi l'amministrazione"

Immagine di repertorio

Stipendi in ritardo di mesi per maestranze, operai e restauratori altamente specializzati, impegnati nei lavori di restauro della scalinata di Trinità dei Monti. A fronte dei "continui e reiterati ritardi", i sindacati territoriali di categoria Feneal Uil di Roma, Filca Cisl di Roma, Fillea Cgil di Roma e Lazio, in accordo con i lavoratori, hanno indetto lo stato di agitazione. Appaltatrice dell'opera è la Soprintendenza capitolina: i cantieri erano stati inaugurati il 7 ottobre scorso dall'allora sindaco Marino, avviati grazie al finanziamento di 1 milione e mezzo di euro della maison Bulgari.

"Oggi le ditte che hanno vinto l'appalto non pagano regolarmente i lavoratori impegnati nel restauro" spiega Vincenzo La Mura Feneal Uil di Roma. "Per questo i lavori procedono a rilento e i dipendenti, se non vengono messe soluzioni sul piatto, sono pronti a fare sciopero" spiega. I sindacati sono sul piede di guerra e hanno inviato una lettera ai responsabili capitolini per richiedere l’attivazione della procedura di pagamento in sostituzione dell’impresa inadempiente.

La richiesta, però, ad oggi non ha ottenuto alcun riscontro. "La normativa vigente prevede, infatti, che negli appalti pubblici, nel caso non vengano pagate le retribuzioni ai lavoratori, la stazione appaltante, intervenga pagando direttamente i dipendenti mediante la sostituzione in solido all’azienda morosa" si legge in una nota. "La situazione al cantiere, dove già in passato si erano verificati significativi ritardi nei pagamenti dovuti alle maestranze, per i quali era già stata attivata la procedura di sostituzione in solido, ha ormai raggiunto livelli insostenibili".

Denunciano in una nota unitaria le segreterie dei tre sindacati: “Riteniamo inconcepibile che all’interno di appalti pubblici, una volta garanzia di legalità e certezza dell’applicazione dei CCNL, oggi si annidino sempre più situazioni al limite della regolarità. E’ inoltre inammissibile che maestranze altamente specializzate, le quali rappresentano una indiscussa ricchezza professionale per la nostra città, data l’importanza e la qualità dei lavori in corso, debbano subire un simile trattamento”. Concludono: “Attendiamo da parte del Comune di Roma una rapida risposta, in assenza della quale ci muoveremo verso lo sciopero, ribadendo che sino ad allora permarrà stato di agitazione”. 

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