Tiburtina, Tibus lancia la sua sfida: "Ecco come rivoluzioneremo l'area della stazione"

La società che gestisce l'autostazione ha avanzato una proposta di project financing per la risistemazione dell'area: "Realizzeremo una grande piazza". La sua convenzione è scaduta da oltre un anno

Una grande piazza pedonale davanti alla stazione Tiburtina, là dove oggi c'è Largo Guido Mazzoni. Il recupero dell'ex istituto Ittiogenico, di proprietà della Regione Lazio, oggi abbandonato, che resterebbe immerso nel bosco urbano che oggi lo sovrasta. E l'autostazione gestita da Tibus riammodernata con un restringimento degli spazi a favore di un allungamento nel parcheggio antistante, a ridosso di via Teodorico. La società Tibus si inserisce con un project financing nel dibattito sul Piano di riassetto della stazione Tiburtina su cui recentemente sono stati accesi i riflettori dalla commissione capitolina che ha affrontato l'annoso nodo dell'abbattimento della Tangenziale Est, nel tratto di fronte alla struttura di Desideri. "Si tratta di un project financing finalizzato alla riorganizzazione dell'area, alla gestione di un'infrastruttua pubblica. Con soldi privati verranno realizzate anche una serie di opere pubbliche" spiega Ettore Pellegrini, l'architetto che ha elaborato la proposta. Sul piatto 6 milioni di euro per una gestione lunga 30 anni, compresa la manutenzione delle aree pubbliche. 

La proposta arriva in un momento delicato nella storia dell'autostazione, punto di arrivo di partenza di bus per ogni regione italiana e per alcune destinazioni internazionali, con 8 milioni di viaggiatori all'anno. Nata nel 1999 per razionalizzare il transito dei bus nella Capitale, dopo una convenzione di 9 anni, alcuni rinnovi e diverse proroghe, dal marzo del 2016 la concessione comunale che regola l'utilizzo di questo tratto di suolo pubblico è scaduta. L'amministrazione allora guidata dal commissario Francesco Paolo Tronca comunicò la volontà di riacquisire le aree concesse, comprese le infrastrutture "per l'espletamento del servizio" ma il provvedimento è stato impugnato da Tibus davanti al Tar chiedendone l'annullamento.

A oltre un anno di distanza la situazione è in stallo tanto che sul mancato rinnovo del contratto il consigliere capitolino del Pd Orlando Corsetti ha avanzato una denuncia alla Procura della Repubblica. "Oggi ci troviamo nella situazione per cui qualunque operatore privato che transiti a Roma, dietro autorizzazione rilasciata dal Ministero dei Trasporti, deve fare riferimento a questa autostazione" spiega Tulio Tulli, membro del Cda di Tibus e direttore generale di Anav, Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori. "Si tratta di un servizio pubblico che siamo obbligati a non interrompere. Ma allo stesso tempo la convenzione non viene rinnovata".

"Ricordo" aggiunge Giovanni Bianco, presidente di Tibus "che l'infrastruttura è nata nel '99 con un investimento privato di 3 milioni di euro. Non solo. Recentemente, a convenzione già scaduta, di fronte a richieste di messa a norma da parte del Ministero, abbiamo effettuato lavori per 300 mila euro. Inoltre stiamo continuando anche a pagare il canone di 60 mila euro all'anno, 14.783 euro ogni tre mesi".  

Nel Piano d'assetto dell'area, elaborato dagli uffici capitolini ormai oltre quindici anni fa e ora in corso di revisione, l'autostazione Tibus non c'è. "Un'autostazione a Roma però serve e fino ad oggi non sono state avanzate alternative credibili per la sua collocazione. La stazione metro di Casal Monastero, possibile nodo di scambio, non è mai stata realizzata e nel lato est della stazione, quello che guarda a Pietralata, non c'è spazio" spiega l'architetto Ettore Pellegrini. "Il nostro progetto lavora con l'esistente e non richiede alcuna variante al Prg. Non proponiamo opere faraoniche. La strada che oggi scorre sotto la tangenziale diventerebbe una grande piazza pedonale mentre la viabilità andrebbe riorganizzata nelle strade limitrofe. Il parcheggio per il transito dei bus Atac resterebbe al lato sud della stazione ma le corse defluirebbero verso la via Tiburtina".

RIORGANIZZAZIONE PIAZZALE OVEST 13 APRILE-10-2

Tibus punta a riqualificare anche lo stabile vincolato dell'ex ittiogenico di proprietà della Regione Lazio. "Lì ci potrebbe andare una caffetteria, spazi espositivi, un info ponit. Il bosco valorizzato. L'area collegata al piano della piazza con delle scale. Per togliere i bus da quello che oggi è Largo Mazzoni, e lasciare spazio alla pedonalizzazione, l'autostazione potrebbe allungarsi sul parcheggio antistante e il traffico di bus, al posto di dirigersi verso la stazione, andare direttamente sulla Tiburtina. Ricordo inoltre che da Piano regolatore, su Largo Mazzoni sono previste nuove edificazioni. Nel caso si vogliano realizzare, proponiamo di concentrarle nella zona verso la Città del Sole". E l'abbattimento della tangenziale? "La nostra proposta è valida in qualsiasi caso: se l'infrastruttura resterà una parte della piazza sarà coperta". 

Il project financing mette sul piatto 6 milioni di euro con la gestione dell'infrastruttura per 30 anni. "In cambio" continua l'architetto "non solo la realizzazione delle opere pubbliche ma anche la loro manutenzione". Se il progetto venisse approvato bisognerebbe indire un bando di gara a cui il promotore può partecipare con diritto di prelazione sull'offerta migliore, sia dal lato tecnico sia da quello economico. Solo allora si passerebbe all'aggiudicazione e alla stipula di una nuova convenzione.

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Il progetto non è rimasto chiuso in un cassetto fino ad oggi. E' stato illustrato nel corso di due incontri pubblici. All'ultimo, che si è tenuto il 13 aprile scorso presso la sala cittadina di Via Boemondo 7, è intervenuta anche la presidente del Municipio Francesca Del Bello. Della proposta ne è al corrente anche l'amministrazione capitolina. Tibus il 10 novembre del 2016 ha inviato un documento alla sindaca Virginia Raggi, agli assessori competenti, Linda Meleo per i Trasporti e Paolo Berdini per l'Urbanistica, nonché alla presidente Del Bello e al suo assessore Gian Paolo Giovannelli. "Dal Campidoglio non è arrivata alcuna risposta ufficiale". 

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