La grande crisi dell'artigianato romano: "Quattromila aziende chiuse dal 2012"

I numeri di Unioncamere diffusi da Confartigianato Roma. Il presidente Rotondi: "Dati che preoccupano e fanno riflettere". Positivo invece il dato generico sulla crescita delle imprese nel Lazio

Serrande abbassate, immagine d'archivio

"Quattromila imprese in meno per circa 10mila posti di lavoro persi dal 2012. È la crisi dell'artigianato romano certificata dai dati Unioncamere". A dirlo in una nota è Confartigianato Roma, che spiega: "È il settore della produzione, e quindi tutti i settori dell'artigianato produttivo, a fare le spese maggiori di questa crisi". 

Dall'alimentare, al legno fino alla lavorazione del ferro: stando ai numeri del dossier, circa duemila aziende sono andate in fumo dal 2012. In particolare, poi, si legge ancora nella nota "soffre l'edilizia con 722 imprese in meno; l'autoriparazione con 192 imprese in meno e poi il trasporto, -11,86%; il legno -32,26%, vale a dire un'impresa su tre letteralmente scomparsa. E ancora, la lavorazione del ferro,-19,46%, e anche la fabbricazione mobili, -16,52%. A restare sostanzialmente a galla è il mondo dell'artigianato legato ai servizi". 

Andrea Rotondo, presidente Confartigianato Roma, dice che "sono dati che ci preoccupano e ci fanno riflettere, per fortuna il 2019 si è chiuso con un leggerissimo miglioramento, nel senso che almeno sono state contenute le ulteriori chiusure anche se non si riesce a recuperare la forte riduzione degli ultimi anni". 

"Occorre sostenere i processi di innovazione - aggiunge Antonio Fainella, direttore Confartigianato Roma - e questo può farlo in sostanza la Regione con politiche adeguate. Importante in questo momento è innovare e modernizzare la propria azienda per essere al passo con i tempi e reggere la concorrenza della grande distribuzione e di Internet".

Diverso, e positivo, è invece il dato generico, sempre diffuso da Unioncamere, sulla crescita delle imprese. Sono 662.514 quelle registrate al 31 dicembre 2019 nel Lazio, pari al 10,9% del totale delle imprese italiane. Nel 2019 le iscrizioni sono state 39.952 e le cessazioni 30.746, con un saldo positivo di 9.206 imprese. Il Lazio vanta quindi il miglior tasso di crescita italiano, seguito da Campania e Trentino Alto Adige. Tutte le province del Lazio registrano un valore positivo e superiore alla media nazionale (+0,44%), con Roma capofila in Italia come saldo totale, tra iscrizioni e cessazioni: +8.095. 

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