Aumento tariffe dei taxi: per l'Antitrust è anticoncorrenziale

No ai meccanismi che agganciano gli incrementi delle tariffe dei taxi all'aumento del numero delle licenze. Lo afferma l'Antitrust in una segnalazione inviata ieri al Comune di Roma

Si torna a parlare dell'aumento delle tariffe dei taxi stabilito dalla giunta capitolina. Questa volta la parola passa all'Antitrust che ieri sera ha inviato una segnalazione al Comune di Roma con cui si contesta il criterio seguito per deliberare l'aumento delle tariffe taxi della capitale. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato spiega che "il criterio in base al quale l'apposita Commissione tecnica, chiamata a giudicare la congruità delle tariffe, ha tenuto conto del rapporto domanda-offerta in caso di ampliamento dell'organico con rilascio di nuove licenze, sembrerebbe essere stato interpretato in senso restrittivo per la concorrenza: il meccanismo avrebbe infatti giustificato aumenti tariffari sulla base della crescita del numero delle licenze verificatosi di recente". Per l'Antitrust "il criterio stabilito dalla Giunta capitolina avrebbe dovuto invece essere interpretato, al contrario, nel senso di suggerire riduzioni delle tariffe massime a seguito di aumenti dell'offerta, secondo una normale logica di mercato. Il sistema adottato favorisce il mantenimento delle rendite di posizione, in contrasto con i principi più volte richiamati dall'Antitrust, finalizzati a una migliore organizzazione del servizio e a dinamiche virtuose in termini di prezzo nell'interesse dei consumatori". Secondo l'Antitrust "vengono così vanificati altri aspetti positivi della riforma tariffaria stabilita dal Comune, a partire dall'espressa definizione delle tariffe come 'tariffe massime', che lascia liberi i conducenti di applicare tariffe inferiori, senza dovere richiedere l'autorizzazione al Comune". L'Autorità definisce infine "positiva anche la maggiore trasparenza tariffaria, con l'introduzione dell'obbligo a carico del conducente di emettere ricevute automatiche complete di numero di licenza, giorno e ora del viaggio, durata in chilometri e minuti, tariffe effettivamente applicate e specifici riferimenti per eventuali reclami".

L'invio di questa segnalazione al Comune romano ha innescato diverse reazioni, tra queste, la più entustiasta è quella di Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori che non hanno mai condiviso la scelta di aumentare i prezzi. "L'Autorità - spiegano le quattro sigle - ha accolto in pieno il nostro esposto depositato ieri, in cui si denunciava l'assurdo criterio seguito dalla Commissione dei Saggi per varare l'aumento delle tariffe delle auto bianche. E' come se, prima dell'introduzione di un nuovo farmaco sul mercato, si imponesse l'aumento del costo degli altri, per compensare le eventuali perdite economiche subite dalle imprese farmaceutiche a causa dell'aumento dei propri concorrenti. Ci sembra, insomma, che la Commissione dei '4 saggi' abbia del tutto dimenticato che l'incremento della concorrenza sul mercato, anziché giustificare un aumento dei prezzi, dovrebbe piuttosto determinarne l'abbassamento". "Alla luce di tali considerazioni, Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori - conclude - chiedevano un intervento urgente dell'Antitrust, che oggi ha accesso il suo faro sui rincari delle tariffe taxi. Si attende ora anche la decisione del Tar del Lazio sul ricorso presentato dai consumatori per ottenere l'annullamento del parere della Commissione dei 4 saggi".

Carlo Pileri, presidente dell'Adoc aggiunge: "Così come i cittadini anche le Istituzioni devono rispettare le decisioni delle Autorità siano esse di controllo, il Tar o la magistratura. Pertanto crediamo che Alemanno debba dare maggiore ascolto alle indicazioni dell'Antitrust sui criteri di valutazione della commissione di congruità, che l'Adoc aveva già valutato insufficienti e parziali a favore dei tassisti e sui quali erano state chieste delle modifiche poi non introdotte".

Anche Stefano Pedica, senatore dell'Italia dei Valori commenta la segnalazione inviata dall'Antitrust: "Dopo Legambiente, dopo la magistratura, anche l'antitrust boccia Alemanno denunciando un ingiustificato aumento delle tariffe dei taxi. Il sindaco sta pagando la cambiale in bianco che ha sottoscritto con il suo elettorato in campagna elettorale, i tassisti e i costruttori sono, infatti, la categoria che più sta beneficiando dell'attuale mandato capitolino. I cittadini romani subiscono rincari in ogni donde ed assistono ormai da mesi alla spartizione della grande torta - aggiunge - una festa a cui si viene invitati solo se amici del sindaco. Dopo parentopoli sentirsi dire che sia la tariffa rifiuti che quella dei taxi subiranno un rincaro, potrebbe essere la scintilla che farà scoppiare la rabbia di tutti gli abitanti della capitale. La storia insegna, Alemanno rischia cittadini armati di forche in in Piazza Campidoglio".

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