A scatenare il tutto la comunicazione della possibile chiusura dello stabilimento entro nove mesi. Da lì è montata la protesta sindacale che ha portato al sit in che ha difatto impedito ai tre dirigenti di uscire. A sbloccare la situazione l'arrivo e l'incontro dell'assessore regionale al lavoro Alessandra Tibaldi: “Il 9 ottobre ci sarà un incontro alla Regione Lazio con i sindacati che sarà preparatorio a quello del 16 ottobre che si svolgerà al ministero del Lavoro”, ha annunciato l'assessore al termine dell'incontro con i manager dell'Alstom. "Al ministero”, ha spiegato, “ci sarà il comune di Colleferro, la Regione Lazio, la Provincia di Roma ed il Comune di Roma perché è necessario che anche il Campidoglio faccia un piano industriale per il rilancio della manutenzione delle metropolitane".
Una vittoria quindi, frutto del risalto mediatico che in poche ore ha portato a Colleferro decine di giornalisti.
L'Alstom è un'azienda francese leader nella fornitura e manutenzione dei treni, con stabilimenti in oltre 60 paesi in tutto il mondo. Tremila i dipendenti in Italia sparsi nelle otto sedi. I principali sono Savigliano (Cuneo) e Colleferro, rilevati nel 2000 da Fiat Ferroviaria insieme anche alla proprietà della tecnologia del Pendolino.
A Colleferro la crisi arriva nel 2006, con la scadenza della commessa “Minuetto” per la fornitura di 200 treni regionali per le ferrovie italiane. Alstom inizia a lamentare l'impossibilità di continuare a operare nel territorio italianocausa la mancanza di gare d'appalto da parte del suo maggiore committente Trenitalia e vuole fare di Colleferro solo un sito di manutenzione dei treni. Così avviene e gli attuali 150 dipendenti, 50 dei quali già in cassintegrazione, rischiano di veder chiuso il loro stabilimento se fra nove mesi non ci saranno nuove commesse per la manutenzione.
Oggi intanto è in corso a Frascati, dove sono riuniti i sindacati europei, un nuovo presidio dei lavoratori Alstom.
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