Canili comunali: "Costano troppo e non sono a norma"

Nel dossier 'Affari da cani', Codici e Earth denunciano le condizioni di degrado e irregolarità in cui versano strutture e animali

"Roma è la Capitale d'Italia, non può essere anche la Capitale dell'illegalità quando si parla di tutela degli animali". Così Valentina Coppola, Presidente dell'Associazione Earth commenta la situazione di degrado e irregolarità in cui versano i canili romani. Degrado e irregolarità che appunto Earth, insieme a Codici, ha denunciato oggi in una conferenza stampa.

IL MONOPOLIO - Roma ha quattro canili: la Muratella, Ponte Marconi ex Cinodromo, Rifugio Vitinia ex Poverello e la Valle dei cuccioli. Tutti gestiti da una sola associazione, la AVCPP (Associazione Volontari Canile Porta Portese). "Certo il monopolio di un unico soggetto fa pensare che qualcosa non vada per il verso giusto", ha sottolineato Ivano Giacomelli segretario Nazionale Codici. "Non abbiamo voluto cedere a dicerie e luoghi comuni. Siamo invece andati a fondo nella questione".

LE LAMENTELE -E andando a scavare nella gestione dei canili romani, la situazione che ne emersa non può essere considerata delle migliori. Prima di tutto, si sono moltiplicate nel tempo le lamentele da parte degli utenti circa i cattivi servizi offerti. "Spesso quando portano i trovatelli", ha continuato Giacomelli, "si sentono dire che non c'è posto e devono portarseli indietro".

IL DEGRADO - A tutto questo si aggiungono le condizioni disagiate in cui si trovano le strutture. La Muratella per esempio può ospitare circa 400 animali. Invece dai dati risulta che ne contenga circa 650. Quindi in spazi ristretti e spesso in condizioni di degrado. Nel 2012 poi è scoppiato il 'caso cimurro e gastrointerite' e solo due anni prima il Presidente del Partito animalista europeo aveva parlato di "morti sospette, cani violenti e malati", come riporta il dossier di Codici.

I COSTI - Del resto lo stesso Comune di Roma, sollecitato da un ricorso al Tar fatto da Codici e Earth, ha dichiarato i canili fuori norma. Dunque da chiudere. I canili invece sono ancora aperti e costano ai cittadini una vera fortuna.

MALA GESTIONE DELLE SPESE - Per l'anno 2006, per esempio, secondo quanto dichiarato dalla stessa AVCPP, il Comune di Roma ha sborsato 4,5 milioni di euro. E dal 2005 al 2009 nelle mani dell'associazione sono passati oltre 15 milioni di euro. Per ogni cane i canili pubblici prendono dai 12 ai 16 euro. Quelli privati convenzionati invece 4.5 euro. E ci fanno anche rientrare tutte le spese (comprese quelle veterinarie) a differenza delle AVCPP.

"Il problema comunque non è, o non solo, se la cifra sia o meno adeguata", ha commentato il Presidente di Codici, "quanto il modo in cui questa somma consistente viene spesa". E sempre secondo le ricerche di Codici e Eart i soldi non sono affatto ripartiti bene. Solo l'8% è infatti finalizzato all'accudimento diretto dei cani. "Il resto è diviso tra voci sospette.

I soldi vengono utilizzati per l'acquisto di abiti da lavoro e per la loro pulizia. Mentre persino le Forze dell'Ordine devono provvedere autonomamente al lavaggio delle divise", ha sottolineato la Coppola. "E poi con i soldi dei cittadini si pagano le sanzioni per mala gestione e cattivo servizio". Ovviamente dai fondi ricevuti non si devono detrarre le spese delle utenze che sono tutte a carico del Comune.

IL RICORSO AL TAR - Insomma tanti soldi, pochi servizi e gestiti male. Tutto fatto da un'unica associazione che pur definendosi senza scopo di lucro conta 106 dipendenti e che non è stata scelta con un bando pubblico, come denuncia ancora il dossier. Dopo il ricorso al Tar del 2013 il Comune ha provveduto a pubblicare avvisi per la ricerca di soggetti volti a gestire i canili. Solo che tra i criteri, si stabiliva che l'Associazione Volontaria doveva essere iscritta al registro del Lazio e doveva avere esperienza.
Per Codici e Earth dunque questo non garantisce un vero livello di campetitività. "Limitare il bando alle sole associazioni di volontariato, del Lazio e con esperienza non si può fare. La ricerca perciò è stata sospesa e il Comune ha riassegnato la gestione per vie dirette", ha commentato Giacomelli.

L'ESPOSTO ALLA PROCURA - Inoltre il documento stesso afferma che non è possibile indire una gara perchè i canili non sono a norma. Le cose dunque non sembrano vicine a una soluzione definitiva. L'azione di Codici e Earth comunque non si ferma. Si procederà infatti con un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

A tutto ciò che Codici e Earth hanno denunciato ha risposto AVCPP.

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