Sgarbi vs Croppi, la lotta continua

Scontro sull'Ara Pacis tra l'assessore "mancato"alla Cultura e il direttore generale della Fondazione Valore Italia. Sgarbi: "Croppi impari, che a Roma servono più le idee che i soldi". Croppi: "E come siamo andati avanti fino ad oggi secondo lui?"

E’ancora guerra tra Vittorio Sgarbi e Umberto Croppi. Il primo, assessore “mancato” del Comune di Roma, non ha risparmiato oggi “manifestazioni di simpatia” nei confronti del secondo.

Croppi, direttore generale della Fondazione Valore Italia, l’Esposizione permanente del Made in Italy e del Design italiano e membro del Consiglio Superiore delle Comunicazioni, è infatti stato scelto, nel maggio 2008, dal Sindaco, Gianni Alemanno, per la carica di Assessore alle politiche culturali e alla comunicazione del Comune di Roma. E a Sgarbi non è andata giù: l’ex assessore alla cultura di Milano sentiva quel posto già suo, soprattutto in base alla consulenza fornita in campagna elettorale all’allora pretendente alla poltrona di Sindaco.

“Sgarbi mente geniale: lo voglio a Roma”, aveva detto Alemanno. Salvo poi avere, sull’eventuale nomina, non pochi problemi nella sua maggioranza. “Nessun ruolo o incarico nell'amministrazione capitolina per Vittorio Sgarbi”: queste le parole di allora, secondo indiscrezioni, proprio di Umberto Croppi.
E allora… “Stronzo”: questo l’epiteto che gli ha indirizzato ieri Sgarbi. I due si sono incrociati in occasione della presentazione del nuovo libro del critico d’arte, e alla quale Croppi è intervenuto, dal titolo: “Clausura a Milano e non solo. Da suor Letizia a Salemi (e ritorno)”. “Sgarbi gioca a fare il simpatico. Mi dà dello stronzo e io ci rido su”, ha replicato l’assessore capitolino.

Ma l’atmosfera si è infuocata su quello che è stato, per la campagna elettorale di Alemanno, un vero e proprio tormentone: l’Ara Pacis. Ecco la tesi di Vittorio Sgarbi, spiegata con stile inconfondibile e “diretto”: “Mi chiamano a Roma per sostenere la campagna elettorale di Alemanno puntando sull'Ara Pacis da abbattere. Vincono le elezioni e non mi cagano più di striscio. E l'Ara Pacis è ancora lì in piedi, costata 20 milioni di euro, bastava darne uno a Veltroni per non farla”.
Pronta la replica di Croppi: “Se uno dovesse assumere tutti quelli che sostengono una campagna elettorale non basterebbero i posti”, ha risposto senza scomporsi. “Una campagna si fa per amore politico e sostegno di un ideale. Vorrà dire che faremo un gemellaggio Roma-Salemi”. Battuta al vetriolo, che allude al comune siciliano di cui Sgarbi è sindaco.

“Croppi impari, che a Roma servono più le idee che i soldi” ha tuonato Sgarbi. “E come siamo andati avanti fino ad oggi secondo lui?” Ha replicato Croppi. “Solo con le idee, altrimenti non avremmo avuto prospettive”.

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