Poliziotto accoltellato a Tor Bella Monaca: "Sparando avrei potuto colpire il mio collega"

Yuri, l'agente colpito, è stato immediatamente trasportato da un'altra volante presso l'ospedale più vicino e poi al Policlinico Umberto I

E' stabile e cosciente Yuri, il poliziotto 32enne ferito da una coltellata tra il cuore e il polmone alle 13,30 di ieri da un pregiudicato romano a Tor Bella Monaca. Ricoverato nel dipartimento di chirurgia generale del Policlinico Umberto I, è circondato da moglie e colleghi che ancora questa mattina hanno affollato la sala d'attesa del reparto.

"Riassorbito il liquido dal polmone e trattato ora con il drenaggio, il paziente sta reagendo bene", fanno sapere fonti ospedaliere. L'agente resta in terapia intensiva ma non in pericolo di vita. Il questore di Roma Carmine Esposito ha espresso all'agente ferito la vicinanza e l'affetto del Capo della Polizia.

La giornata di venerdì, però, sarebbe potuta finire in tragedia. Yuri, infatti, non è l'unica vittima. Se la Volante 8 non fosse intervenuta in tempo si sarebbe potuto verificare l'ennesimo femminicidio. All'ora di pranzo, in via dei Cochi, Pietro Maruca, già conosciuto alle forze dell'ordine, sotto i fumi dell'alcol ha appiccato il fuoco alla tabaccheria della moglie dalla quale si stava separando.

La donna all'interno del locale ha approfittato di un attimo di distrazione del marito violento ed è riuscita a chiedere aiuto alla Polizia. L'uomo prima ha tentato di fuggire speronando l'auto dei poliziotti, a questo punto è sceso e si è scagliato contro gli agenti ferendo gravemente Yuri al torace con un coltello. Immediatamente trasportato da un'altra volante presso l'ospedale più vicino e poi al Policlinico Umberto I, Yuri è attualmente in terapia intensiva ma sta migliorando. Continua la stretta osservazione clinica per almeno 24/48 ore nel reparto di Chirurgia generale dove l'agente 32enne è ricoverato.

"Sono Yuri, perdo sangue": l'allarme e la corsa in ospedale

Il giovane poliziotto di 32 anni prima di perdere i sensi ha raccontato l'accaduto descrivendo la scelta di non estrarre la pistola per fermare l'aggressore perché sarebbe stato troppo pericoloso per il collega che nel frattempo tentava di fermare Pietro Maruca e si era posto in traiettoria. 

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