Violati i sigilli delle baracche sequestrate dove si consumò lo stupro di via Teano

Dopo lo sgombero dell'area i carabinieri hanno allontanato cinque persone che avevano trovato dimora nel caseggiato sequestrato dalla polizia locale lo scorso 16 marzo

I sigilli appost dalla Polizia Locale in via Teano 61

Una "zona franca" ad "alto rischio criminalità" dove nel maggio del 2016 si consumò uno stupro con sequestro a danno di una giovane ragazza. Siamo in via Teano, al Prenestino. Proprio quelle baracche sono state indicate dal Pubblico Ministero che lo scorso 7 marzo ha condannato a sette anni di reclusione il violentatore della 26enne, un cittadino romeno di 30 anni. Una richiesta precisa, quella del giudice del Tribunale di Roma, che ordinò la bonifica ed il ripristino dello stato dei luoghi dei caseggiati abbandonati dell'area della periferia sud-est della Capitale. 

I SIGILLI - Recepita la richiesta del Pubblico Ministero gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, lo scorso 16 marzo, hanno posto i sigilli all'area dove si consumò lo stupro. Una misura che non è stata sufficiente ad allontanare altri occupanti abusivi, come denunciato pochi giorni dopo da Fabrizio Ghera, consigliere capitolino di Fratelli d'Italia e Daniele Rinaldi dirigente romano e portavoce Fdi del Municipio V. Una denuncia nella quale i due esponenti di Fdi affermavano: "Senza bonifica dell'area e abbattimento delle baracche tali operazioni rischiano di essere semplici palliativi anziché interventi risolutori". 

VIOLAZIONE DEI SIGILLI - La previsione ha poi preso vita ed ha richiesto, nel pomeriggio di ieri 21 marzo, l'intervento dei carabinieri della Compagnia Roma Casilina, coadiuvati dal personale della Compagnia d’Intervento Operativo dell’8 Reggimento Lazio. Proprio in via Teano 61 infatti i militari dell'Arma hanno pertanto denunciato a piede libero, 5 cittadini romeni, rintracciati all’interno dello stabile disabitato, dove si erano introdotti abusivamente mediante violazione dei sigilli apposti dall’Autorità Giudiziaria. 

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Commenti (3)

  • Più che bonificare l'area....bisognerebbe bonificare la società da questa gentaglia!!!!

  • Questa gente non teme nessuno. Era prevedibile che si sarebbe introdotta nuovamente nelle baracche di via Teano ,così come era prevedibile che, pur a seguito della violazione dei sigilli i apposti dall'autorità Giudiziaria , sarebbe rimasti a piedi libero

  • Per il rato di Violazione di sigilli (Art. 349 C.P.) è prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa...e non l'allontanamento con una semplice denuncia a piede libero..che per questa gentaglia è "acqua fresca"

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