La villa romana del II Secolo sotto il deposito Atac rischia di essere interrata

Il grande ritrovamento archeologico avvenuto durante i lavori nell'ex deposito Atac di via della Lega Lombarda è a rischio. Se non si trova una soluzione alternativa sarà ricoperta. Molti i cittadini sul piede di guerra

“Tutti quanti siamo rimasti meravigliati per la bellezza del luogo e per la sua importanza, comprensibile a prima vista anche ai non addetti ai lavori” commenta così Massimo Armillei, consigliere comunale del Municipio III, il sopralluogo alla villa romana rinvenuta in via della Lega Lombarda. Un ritrovamento che sembra unico nel suo genere, per l'ottima qualità di conservazione e per l'importanza storica e archeologica dell'intero ritrovamento.

La scoperta non è di questi giorni, ma risale ormai a un paio di anni fa ed avvenne in occasione dei lavori per la costruzione della Città del Sole che deve sorgere lì, in via della Lega Lombarda, dove prima si trovava il deposito Atac. Quell'area fu venduta a un privato e, iniziati gli scavi, la ditta si trovò davanti a dei reperti archeologici unici che, ora però, sembrano in pericolo.

Infatti, il futuro dei reperti romani è decisamente oscuro: da un lato il valore archeologico, storico e patrimoniale del ritrovamento, dall'altro il valore economico dell'area che deve essere costruita e che fu ceduta prima del ritrovamento.

"Dopo la scoperta", come ci racconta Claudio Carassiti, consigliere del Municipio III, “gli enti preposti alla salvaguardia del patrimonio proposero una modifica al progetto iniziato volta a tutelare quanto ritrovato pur rispettando i nuovi lavori, ma soprattutto puntando a una possibilità di conservazione della villa”. Qui arriva il bandolo della matassa da sciogliere, ovvero la soluzione da trovare per far convivere la villa e i nuovi lavori nell'area. Oltre alla soluzione presentata dagli enti, ci sono altre considerazioni da fare: per salvare quella villa serve una forte volontà istituzionale e, parallelamente, grandi interventi che vadano dalla catalogazione di tutti i materiali alle opere necessarie per la loro conservazione. Su questo ultimo punto, sorgono diversi punti di domanda e l'unica cosa certa al momento, come ricorda Carassiti, è che “la linea che prevale per ora, a meno di un cambio repentino di rotta, sembra essere quella dell'interramento della villa.”

Un ultimo intervento politico è stato attuato il 21 marzo scorso quando la commissione lavori pubblici del municipio, con gli assessori di riferimento e la soprintendenza hanno effettuato un sopralluogo nell'area. In quell'occasione, ci dice il consigliere Armillei “ho visto per la prima volta lo scavo dissotterrato. Subito capimmo il valore storico e patrimoniale di quello che avevamo davanti. Anche la soprintendenza ce lo confermò. Furono ritrovati un mitroneo, un colombaio, una vasca lunga sessanta metri che sembra sia unica per il tipo di oggetto e che ancora non si capisce bene a cosa servisse.”

La cosa più evidente di questa storia è il valore del ritrovamento (come si può vedere dalle foto) dal punto di vista storico, archeologico, patrimoniale ed economico. Nonostante questo ancora non si è deciso cosa fare e la soluzione che potrebbe arrivare è l'interramento del reperto. Paradossalmente, in assenza di un'azione della soprintendenza o di un gesto istituzionale forte, l'unico modo che qualcuno ipotizza per conservare lo scavo è quello di interrarlo.

Un immobilismo contro il quale molti cittadini della zona non hanno intenzione di chiudere gli occhi, anzi. "Sono già partite diverse segnalazioni alla stampa" ci spiegano. "Abbiamo allertato Report, Striscia la Notizia e tutte le principali testate nazionali. Abbiamo sottoposto le foto del ritrovamento ad una figura di spicco come Vittorio Sgarbi e se tutto ciò non basterà per sollevare la coltre di silenzio che si sta levando su questa storia, siamo pronti a portare il caso in procura, per salvaguardare quello che è un patrimonio della storia".

Spiega Armillei: “Il municipio non vorrebbe che fosse interrato, ma l'area è di un privato.  Noi vorremmo poter preservare l'area con dei progetti che permettano i lavori di costruzione del privato e, parallelamente, la conservazione dei resti romani. Per esempio si potrebbero creare pavimentazioni di cristallo e realizzare visite guidate. Finché non si cambierà rotta però il rischio dell'interramento c'è. L'intera vasca, unica nel suo genere, potrebbe essere ricoperta.”

La soprintendenza sembrerebbe, a questo punto, l'unico ente in grado di poter salvare la villa che, intanto rimane lì in via della Lega Lombarda sotto al progetto della Città del Sole.

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