Vigne Nuove: la morte del 34enne è un giallo. Il punto tra testimonianze e ipotesi

La vittima si chiamava Adil Kadmiri. La compagna e gli amici della vittima interrogati tutta la notte dai carabinieri

Adil Kadmiri è stato trovato morto in un appartamento al terzo piano della Scala B1 di via Dina Galli 4

Come è morto Adil Kadmiri? Lo hanno ucciso? È stato un decesso naturale o accidentale? L'ipotesi al momento resta quella dell'omicidio, ma la mancanza di evidenti segni di violenza sul corpo della vittima non permette agli investigatori di chiudere il cerchio. Continua dunque ad essere avvolta nel mistero la morte del 34enne marocchino, trovato privo di vita nascosto sotto alcune lenzuola in un appartamento di Vigne Nuove, dove viveva con la compagna, una connazionale di 40 anni (QUI LA NOTIZIA).

Il giallo ha cominciato a prendere corpo intorno alle 12:30 di giovedì 31 gennaio, quando un cittadino nigeriano, amico della vittima, dopo essere sceso in strada ha contattato le forze dell'ordine comunicando la presenza di un cadavere in un appartamento al terzo piano della Scala B1 di via Dina Galli 4. 

VIDEO | Le voci dei vicini di casa 

In seguito alla chiamata al NUE 112 all'interno di uno dei 'cilindri' del popoloso e popolare quartiere del III Municipio Montesacro sono arrivati i carabinieri  della Compagnia di Roma Montesacro ed i militari del Nucleo investigativo di via In Selci che si sono subito trovati alle prese con quello che si è presentato come un giallo. In camera da letto, nascosto sotto alcune lenzuola, vi era infatti il cadavere di Adil Kadmiri. 

Sul corpo dell'uomo, che avrebbe compiuto 35 anni il prossimo 11 febbraio, non c'erano evidenti segni di violenza e nemmeno tracce ematiche o di sangue. Nell'appartamento nemmeno la compagna, trovata dai militari sulla strada senza uscita adiacente alla Asl. Arrivato sul posto il magistrato di turno ed il medico legale, quest'ultimo non ha riscontrato segni o particolari che potessero fornire elementi utili a comprendere il decesso di Adil Kadmiri. 

Disposta l'autopsia, la salma dell'uomo è stata messa a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Un esame autoptico che a questo punto delle indagini si rivela fondamentale per comprendere le cause che hanno determinato la morte di Adil Kadmiri. I carabinieri al momento lavorano sull'ipotesi dell'omicidio ed hanno interrogato tutta la notte sia la convivente della vittima che alcuni amici e conoscenti del 34enne. Allo stato attuale nessuno risulta indagato o posto in stato di fermo, ma nel corso delle ore le indagini potrebbero arrivare ad una prima possibile svolta. 

Al fine di risolvere il giallo i carabinieri del Nucleo Investigativo ed i militari di Montesacro stanno analizzando tutte le ipotesi. Si scava anche nel passato della coppia di conviventi e le frequentazioni dei due cittadini nordafricani. Già in passato, diverse volte, le forze dell'ordine erano infatti intervenute nell'appartamento del terzo piano della Scala B1 per i frequenti litigi fra la coppia. Ascoltati anche i vicini di casa questi hanno riferito di un continuo via vai di persone straniere che entravano ed uscivano dalla casa a tutte le ore del giorno e della notte. 

Scossi ma non sorpresi i vicini di casa popolare dove si è consumata la morte del 34enne, appartamento assegnato alla 40enne. "Stavano sempre a litigare e strillare - racconta un uomo residente nella stessa scala della coppia -. Diverse volte sono venuti polizia e carabinieri. Lo scorso anno lui venne ferito ad un braccio penso con un coltello, fece un macello con le tracce di sangue lasciate su tutto il pianerottolo e la scala condominiale". 

Dello stesso avviso un altro abitante dei 'cilindri' di Vigne Nuove. "Ultimamente li avevo visto tranquilli - racconta l'uomo - ma spesso sentivo urla e strilli provenire dall'appartamento. So che lei aveva tre figli di 16, 9 e 7 anni avuti con un altro uomo, ed un quarto bimbo piccolo di meno di due anni penso avuto dall'uomo poi trovato morto". 

"Una situazione familiare particolare - racconta un'altra vicina -. Abbiamo chiamato non so quante volte la polizia ed i carabinieri per le continue liti, ma strillavano nella loro lingua e non abbiamo mai capito cosa dicessero. Quella casa era un via vai di persone. Inoltre - conclude la donna - avevano creato problemi anche nelle cantine dove usavano delle bombole del gas mettendo a rischio anche la nostra incolumità". 

Un rapporto di convivenza difficile "tanto che circa un anno fa, lei aveva anche minacciato di gettare il neonato dalla finestra", prosegue tra le lacrime la donna prima di allontanarsi.

Resta dunque un mistero la morte di Adil Kadmiri, un giallo che al momento attende l'esito dell'autopsia per dare delle prime risposte alla morte del 34enne residente a Vigne Nuove. Dagli investigatori bocche cucite. 

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