Vigile timbra il cartellino, ma con l'auto di servizio va a raccogliere olive e si intrattiene con una donna

Tutto è iniziato quando lo scorso 9 agosto il sindaco di Monte Compatri ha denunciato le inadempienza lavorative con un esposto in Procura

Si fingeva in servizio e, con l'auto della Polizia Locale, raggiungeva alcuni terreni (anche fuori del comune di sua giurisdizione) per raccogliere olive o incontrare un'amica, il tutto continuando a percepire lo stipendio intero senza chiedere permessi o congedi. In più, in una circostanza, attestò anche di aver effettuato accertamenti nei confronti di tre persone, controlli però mai avvenuti. 

Succede a Monte Compatri dove il Giudice delle Indagini Preliminari di Velletri Giuseppe Boccarrato, letta la richiesta del Pm Francesco Brando, ha ordinato la misura cautelare interdittiva nei confronti di un funzionario della Polizia Locale, costringendolo così ad abbandonare (almeno temporaneamente) il posto di lavoro da ispettore capo. 

Tutto ha inizio lo scorso 9 agosto quando Fabio D'Acuti, sindaco di Montecompatri, ha presentato un esposto nei confronti del vigile infedele. Secondo il Sindaco, l'ispettore capo 66enne si rendeva spesso irreperibile sviando così ogni compito e non svolgendo l'attività per cui veniva pagato. Non solo perché secondo le carte prodotte dal primo cittadino di Montecompatri, il vigile era stato sorpreso mentre si recava, con l'auto di servizio, in una strada dove c'è un terreno di sua proprietà.

In altre situazioni, invece, è stato visto in divisa d'ordinanza a bordo della propria auto in compagnia di un'amica mentre percorreva le via del centro storico. Ricevuto l'esposto del sindaco D'Acuti, la Procura ha così dato l'ok per installare un sistema Gps sull'auto di servizio solitamente usata dal vigile 66enne.

Le indagini hanno così permesso di constatare che l'agente, dopo aver timbrato il badge per dimostrare la sua operatività, usava la sua auto o quella di servizio per recarsi presso un uliveto a Colonna (quindi fuori il comune di competenza della Polizia Locale), oppure presso tre terreni di Montecompatri. 

In uno di questi tre appezzamenti, per altro, gli accertamenti delle forze dell'ordine hanno permesso di appurare come "all'interno c'è una piccola costruzione usata come abitazione dove il vigile si recava per lasciare prodotti alimentari acquistati dal medesimo sempre durante l'orario di servizio per poi intrattenersi con una donna". 

Ma non solo. L'agente, secondo quanto emerso, avrebbe anche svolto una serie di "visite" non autorizzate presso alcune attività commerciali e, come denunciato dal Sindaco D'Acuti e confermato dai riscontri investigativi, il vigile attestava anche "falsamente di aver effettuato accertamenti nonché il loro esito positivo": in un caso infatti era stato chiamato a svolgere "accertamenti residenziali" nei confronti di tre persone, ispezioni però mai effettivamente svolte. Il Gip, lette le carte, ha così ordinato l'interdizione dell'ispettore capo della Polizia Locale dal lavoro per un anno.

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