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VIDEO | Incendio Laurentino 38: i ragazzi del sor Tonelli a lavoro per ripristinare la polisportiva Joyce

Il quartiere si è subito mobilitato per ripristinare il campo sportivo, completamente danneggiato dall’incendio

 

Tutto quello che sono riusciti a salvare è stato messo nel parcheggio davanti all’ingresso del campo. Accanto, quel che resta degli spogliatoi, ridotti ormai ad un cumulo di ferro da smaltire. Si auto definiscono “squadra di pronto intervento”. Sono i ragazzi del sor Tonelli, cresciuti giocando in quello spazio verde tra i palazzoni del Laurentino, ma anche i loro genitori e i membri della Polisportiva Joyce che dal grosso incendio divampato lo scorso 21 agosto, non si sono mai fermati.

Raccolta fondi per acquistare i materiali di lavoro attraverso una pagina fecebook creata ad hoc, poi con ramazza e guanti hanno iniziato a pulire e liberare il campo da tutto quello che è andato distrutto. Per la polisportiva, ma soprattutto per Alfredo Tonelli, storico presidente della Joyce che di giovani ne ha visti e salvati tanti con le sue attività.

Ma soprattutto con la sua vicinanza, aiuto e voglia di dare loro una speranza nel futuro attraverso lo sport. “Fa male vedere che tutto quello che si è costruito in 30 anni è andato distrutto, non è rimasto più niente - racconta Son Tonelli -. Però sono fiducioso, perchè vedo un sacco di persone che si sono subito impegnate per lavorare al recupero del campo. Certo, ci serve una mano, soprattutto per smaltire tutto questo materiale, ma anche per gli alberi che si sono bruciati, mi preoccupano molto perchè qui vengono tanti ragazzi e può essere pericoloso”.

Nata nel 1986, poi diventata Polisportiva Joyce a partire dal 1990, la struttura sportiva ha infatti visto crescere lontani dalla strada almeno tre generazioni di ragazzi. Quello che rischia di perdere il quartiere è quindi davvero molto, e può essere racchiuso nelle parole di una mamma che da tre giorni lavora alla pulizia del campo: “Ho due figli adolescenti, senza Alfredo non so davvero che fine avrebbero fatto”. La corsa contro il tempo sta tutte in queste poche parole, perchè la paura è che tutto resti così: abbandonato. Una cosa che il Sor Tonelli non vuole nemmeno sentire pronunciare: “Ai ragazzi va data una possibilità, vivere sereni e nel divertimento - spiega -. Va data loro una speranza, e noi siamo qui per questo”.

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