Mafia Capitale: dietro i lavori per 'l'ecomostro' di via Innocenzo X la mano di Carminati

Il progetto di tre palazzoni di sette piani, presentato dalla famiglia di Cristiano Guarnera, tra gli arrestati, doveva partire all'inizio del 2011. E' stato sbloccato, secondo l'ordinanza, nel 2013 grazie agli interessi della 'cupola'

C'è anche 'l'ecomostro di via Innocenzo X', così come è stato ribattezzato dagli abitanti dei comitati cittadini di Monteverde, tra gli affari della 'cupola' finita al centro dell'inchiesta su mafia e appalti nella Capitale con al vertice Massimo Carminati e il suo braccio destro Riccardo Burgia, entrambi arrestati nell'operazione 'Terra di mezzo'. Tre palazzine da sette piani proprio a ridosso del parco di Villa Pamphili là dove fin dall'ottocento c'è l'istituto scolastico 'Fleming' classificato nel Piano regolatore come compreso nella 'Città storica'. 'Padre' del progetto la famiglia Guarnera, cui un esponente, Cristiano Guarnera, risulta arrestato. Guarnera è definito nell'ordinanza come l'imprenditore “colluso” che ha messo a disposizione della rete le proprie imprese nel settore edilizio. Per Guarnera l'intervento di Carminati e di Burgia sarebbe stato decisivo a sbloccare i lavori bloccati dalle istituzioni nel marzo del 2012.

Il cantiere sarebbe dovuto partire nel 2011. A sottoporlo agli uffici competenti la società Immobiliare Torre Argentina srl, di proprietà della famiglia Guarnera. Sua anche la proprietà del cantiere edile tramite la srl Verdepamphili. Si legge nell'ordinanza del Tribunale: “Nonostante il progetto presentato non risultasse aver ancora ottenuto i necessari atti autorizzativi, la predetta società attivava il sito www.verdepamphili.it, sul quale veniva pubblicizzato il progetto immobiliare e proposto la prenotazione degli appartamenti con esborso di notevoli somme di denaro”.

I comitati cittadini levano gli scudi contro il progetto, preoccupati per l'impatto ambientale che i nuovi palazzi avrebbero potuto avere sull'area. Ne parlò anche Romatoday , nel tentativo di mettersi in contatto con i costruttori, ricevette minaccia di querela e nessuna informazione. Il quartiere, fatto di abitazioni basse,  non vedeva di buon occhio l'eventualità di tre palazzoni alti di ben 7 piani, per un totale di 95 appartamenti, con affaccio vista diretta sul parco. Per l'immobile di via Innocenzo X era in programma invece un cambio di destinazione d'uso che l'avrebbe trasformati in appartamenti.

Edilizia 'pregiata', che non sfugge a Burgia e Carminati che, come si legge nell'ordinanza, iniziano vederci un business nel dicembre del 2012. Al tempo il progetto edilizio era già stato presentato. Anzi. I lavori sarebbero dovuti partire nei primi mesi del 2011 e durare 18 mesi.  Non fila tutto liscio. O almeno. Non subito. Il 30 marzo del 2012 interviene il XVI Municipio insieme alla Polizia Locale di Roma Capitale e sospende i lavori di abbattimento dell'edificio “in attesa del rigetto, da parte del Dipartimento Comunale competente, dell’ultima Dia presentata dalla società”.

Bisognerà aspettare quasi un anno e, di mezzo, l'interesse di Carminati, per far ripartire la macchina. Il sodalizio con Carminati sembra smuovere le acque. I permessi a costruire arrivano l'11 marzo del 2013. Sarà lo stesso Guarnera ad ammetterlo in una conversazione telefonica:  “Lui è stato in grado di una cosa che io in due anni non sono riuscito a fare, lui in tre giorni è riuscito a sbloccarla!” affermerà in una telefonata intercettata in merito all'affare di via Innocenzo X. Il progetto può andare avanti anche se ridimensionato: al posto di essere demolito l'edificio deve essere 'solamente' ristrutturato, gli appartamenti scendono a 75 e le palazzine si abbassano a 4 piani.

Come è potuto accadere viene spiegato chiaramente nell'ordinanza: “Le società gestite dalla famiglia Guarnera, per come affermato dallo stesso Cristiano Guarnera, attraverso le entrature nella pubblica amministrazione vantate dal sodalizio diretto da Carminati, riusciva a ottenere i necessari permessi alla costruzione, in data 11.03.2013, con atto nr. 103 prot. 25469, per il “Restauro e Nuova costruzione di Edifici Residenziali come da D.P.R. 380 del 6 giugno 2001 (Testo unico sull’edilizia)”, con incarico dei lavori all’impresa Verdepamphili srl”.

La società VerdePamphili srl tiene però a precisare che 1) la domanda di permesso di costruire fu seguita nell'inter amministrativo, presso gli uffici di Roma Capitale, integralmente ed esclusivamente dai professionisti Ing Domenico Riccardi e Architetto Felice Morello, dalal presentazione al conseguimento e ritiro. Nessun altro ha operato od è intervenuto al riguardo. La notizia di intervento di altri è, pertanto, falsa nel contenuto, pure se puo' essere stata millantata da alcuno; 2) Il permesso di costruire fu ritirato l'11.3.2013 perché solo pochi giorni prima la Verdepamphili srl aveva corrispost gli oneri di costruzione a Roma Capitale; 3) Cristiano Guarnera non ha cariche né  partecipazione in Verdepamphili srl, ne ha mai operato nella pratica amministrativa in questione per questa società. Si ribadisce, quindi, la totale e documentata estraneità di Verdepamphili srl al consesso nominato Mafia Capitale.

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